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Vendemmia, produzione in crescita per il Rosso e il Sagrantino

Roberto Minelli
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Montefalco Rosso Doc e Montefalco Sagrantino DocG promossi a pieni voti nonostante le difficoltà causate dalle abbondanti precipitazioni e dalle basse temperature registrate la scorsa estate. I dati diffusi dal Consorzio tutela vini di Montefalco indicano una produzione soddisfacente per i vini della “Ringhiera dell'Umbria”, con numeri che fanno segnare un +20% rispetto al 2013. La vendemmia 2014, iniziata il 20 agosto e terminata lo scorso 31 ottobre, ha coinvolto le 74 cantine della DocG Montefalco Sagrantino, che hanno dovuto confrontarsi con un andamento meteorologico piovoso caratterizzato da temperature inferiori alla media stagionale estiva, avversità che hanno reso molto difficile la protezione della vite. Tuttavia, gli sviluppi meteo in linea con gli standard della zona, registrati durante la fase di maturazione delle uve e proseguiti durante il periodo di vendemmia, hanno garantito il raggiungimento di un buon livello qualitativo dell'uva al momento della raccolta. “Al di là dei condizionamenti meteorologici, il merito degli ottimi risultati ottenuti va anche ai produttori, abili e costanti nella gestione agronomica dei vigneti in quella che possiamo considerare un'annata ‘tecnicamente' molto impegnativa – ha commentato alla chiusura dei lavori Amilcare Pambuffetti, presidente del Consorzio tutela vini di Montefalco – L'attività oculata portata avanti dai viticoltori ha favorito una raccolta di ottimo livello, con quantità e qualità delle uve più che soddisfacenti. Prevediamo un ottimo rendimento soprattutto per il Sagrantino che, avendo una maturazione più tardiva, è stato ben assistito dalla ripresa delle temperature registrate durante la fase di raccolta”. Secondo i dati riportati dal Consorzio, la quantità di uva vinificata per il 2014 dovrebbe raggiungere i 19.000 ettolitri per il Montefalco Rosso DOC e 7.500 ettolitri per il Montefalco Sagrantino DOCG, contro i 15.800 e 6.000 del 2013. Un dato che fa ben sperare per l'esportazione all'estero, soprattutto negli Stati Uniti, da anni primo mercato mondiale per il made in Italy vinicolo. Per quanto riguarda l'Europa, molte richieste giungono già dalla Germania, dal Belgio e dalla Danimarca, mentre oltreoceano i mercati più interessanti saranno sicuramente quello canadese e quello cinese, sempre più attenti ed interessati alla cultura enologica italiana.