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Foligno, Fonti Sassovivo: dalla sorgente direttamente a casa, l'acqua in bottiglia a domicilio

Lo stabilimento delle Fonti Sassovivo (Foto @essecia)

Sergio Casagrande
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di Sergio Casagrande Acqua oligominerale, imbottigliata in vetro, dalla sorgente direttamente a domicilio. Un modo per affrontare la crisi provocata dall'emergenza Coronavirus e per dare un servizio a chi è a casa e vuole acqua di qualità senza spostarsi. Così le Fonti di Sassovivo cercano di affrontare le difficoltà del momento. Leonardo Tacchi (nella foto sotto)  il presidente della spa che gestisce l'imbottigliamento, oltre che uno dei fondatori dell'associazione di volontari che ha recuperato l'area delle storiche fonti: “In questi giorni le operazioni di imbottigliamento erano già in pausa secondo le programmazioni annuali della nostra attività. Mentre proseguiva a pieno ritmo la commercializzazione delle bottiglie già immagazzinate. Ma è ovvio che tutto quello che sta accadendo ci costringe a rivedere i progetti e i piani di produzione”. “Intanto, da subito - spiega - abbiamo deciso di offrire la consegna a domicilio delle nostre bottiglie, estendendola ai privati di tutta l'Umbria. C'è una quantità minima prestabilita da soddisfare nella richiesta e l'acqua di Sassovivo arriva direttamente a casa, consegnata da una startup di giovani folignati che per i brevi tragitti sfrutta anche mezzi elettrici eco friendly”. Contemporaneamente resta disponibile (con tutte le nuove accortezze per il mantenimento delle distanze) l'approvvigionamento individuale dai dispenser collocati nel piazzale delle Fonti. E la commercializzazione attraverso i canali tradizionali. “Ma la situazione - osserva ancora Tacchi - è davvero difficile perché con la chiusura di bar e ristoranti la richiesta è improvvisamente crollata”. Le Fonti di Sassovivo, da tempi immemorabili costituiscono un luogo simbolico di tutto il Folignate. Qui, dal 1927, in una gola nelle vicinanze del colle dominato dall'omonima abbazia benedettina, si imbottiglia un'ottima acqua oligominerale da una sorgente che, come ricorda il nome, sembra nascere direttamente dalla roccia in un luogo che qualcuno ritiene abbia perfino poteri magici: la Grotta dell'Orso. Il terremoto del 1997 e la morte di Evelino Massenzi, erede di Alfredo Massenzi, il primo a intuire la possibilità di sfruttare con l'imbottigliamento questa sorgente dalle virtù terapeutiche, avevano messo in pericolo l'esistenza stessa della fonte. Ma un'associazione di volontari, dal 2018 ha permesso il recupero dell'area, il riavvio dell'imbottigliamento e anche la realizzazione di una serie di progetti di pubblica utilità, a cominciare dall'utilizzo dell'area delle fonti come parco pubblico.Il lavoro dell'associazione, oggi, va di pari passo con l'attività della nuova spa creata per proseguire l'attività imprenditoriale delle fonti. E l'emergenza creata dal Coronavirus costituisce per entrambe un nuovo problema da affrontare come una sfida. [email protected] Twitter: @essecia