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Wwf, al Comune il premio "Attila" contro l'ambiente

Roberto Minelli
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E' un “premio” di cui l'amministrazione comunale avrebbe fatto a meno, quello appositamente istituito dal Wwf. Che dà un giudizio negativo sul Comune di Foligno, uno zero in condotta nella difesa dell'ambiente. “Siamo ormai alla fine dell'anno - dice Sauro Presenzini, coordinatore delle guardie ambientali - e il Wwf, l'associazione ambientalista più grande al mondo, conferisce al Comune di Foligno il ‘Premio Attila contro l'ambiente' per essersi particolarmente distinto nel corso dell'anno 2014, in maniera negativa e senza alcuna sensibilità ambientale e pratica di buona amministrazione, nei confronti di un ambiente di particolare pregio come quello della montagna folignate; ma anche in tema di riciclaggio dei rifiuti, il Comune di Foligno non ha brillato: non è riuscito nemmeno a raggiungere il quantitativo minimo previsto dalla legge”. Presenzini, tuttavia, non si limita ad attribuire il premio, ma ne fornisce le motivazioni. “Il Comune di Foligno - spiega il coordinatore del Wwf - senza aver programmato ed emanato a tutela del territorio nessuna buona pratica amministrativa, rasentando l'insipienza politica, in conseguenza del Piano energetico regionale ha rilasciato una concessione edilizia alla ditta Gemina sas per la installazione e costruzione di 2 torri eoliche di 50 metri, per la produzione di energia elettrica in località Annifo di Colfiorito, totalmente dimentica che dal punto di vista paesaggistico tale zona si trova a ridosso del Parco regionale di Colfiorito (che trattasi di zona agricola di pregio) e che inoltre è una zona umida di interesse internazionale (zona Ramsar), che vi insiste un parco archeologico e che è zona fortemente vocata dal punto di vista turistico. Dopo 2 anni dal rilascio dell'autorizzazione e solo dietro pressione e specifica mozione del Movimento 5 Stelle, il Comune di Foligno fa una fragorosa e imbarazzata retromarcia, accettando in toto tutti i rilievi e i suggerimenti contenuti nella mozione stessa, escludendo (seppur in maniera tardiva) sia la zona di Colfiorito che quella di Sassovivo dalle possibili ulteriori installazione di pale eoliche, ammettendo implicitamente l'errore commesso”.  Articolo completo nel Corriere dell'Umbria del 26 ottobre