Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Edicolanti e tassisti: ecco l'Umbria che resiste al Coronavirus

Domenica 15 marzo 2020, mezzogiorno: piazza della Repubblica, a Foligno, completamente deserta (Foto @essecia)

Una domenica a Foligno: città deserta, ma qualcuno che lavora ancora c'è

Sergio Casagrande
  • a
  • a
  • a

di Sergio Casagrande Strade e piazze deserte anche a Foligno, il 15 marzo 2020 per la seconda domenica consecutiva. Rispetto a una settimana fa, però, ieri l'atmosfera era ancora più desolante perché, da quando il governo ha emanato l'ordinanza più restrittiva, anche i bar - che sette giorni fa erano aperti - rispettano l'ordine di chiusura. In giro, per tutto l'arco della giornata, solo pochissime persone. A mezzogiorno piazza della Repubblica e corso Cavour, cuori pulsanti della vita cittadina, erano solo spazzate dal vento. Un po' di movimento, comunque molto scarso, nelle vicinanze dei supermercati dell'immediata periferia, aperti e organizzati anche con i distributori di numeretti per far entrare solo poche persone alla volta. In questi tempi di Coronavirus, quindi, qualcuno che lavora, pure di domenica, ancora c'è. E non sono solo gli addetti dei negozi di alimentari e delle farmacie. Ci sono, per esempio, gli edicolanti come Marco Moressoni della rivendita “Le Monelle” alle colonne di porta Romana. Ha allestito un banchetto con uno scatolone all'ingresso della sua edicola e da qui distribuisce giornali e riviste. “Lo faccio - dice - perché sono convinto che quello dell'informazione sia un servizio che si debba garantire soprattutto in momenti difficili come questi. Certo è una situazione molto difficile anche per la mia attività, ma devo dire che, almeno finora, la richiesta di quotidiani non è calata”. “Evidentemente - aggiunge - c'è ancora chi ritiene che l'informazione seria e affidabile che si può trovare sui prodotti cartacei”. In piazzale Unità d'Italia, davanti all'ingresso di una stazione ferroviaria, anch'essa deserta abbiamo incontrato due tassisti, fermi con i loro mezzi nel parcheggio completamente vuoto. Quando arriviamo non ci sono convogli sui binari della stazione; e non ci sono viaggiatori. Non ci sono neppure pullman sul piazzale, ma solo i due tassisti, mentre il silenzio assordante della città è interrotto dalla voce metallica di Trenitalia che dagli altoparlanti della biglietteria ricorda l'interruzione dei servizi ferroviari nelle ore notturne. Alain Giomma, fa il tassista a Foligno da cinque anni e scende dalla sua Peugeot bianca per spiegarci, a distanza, come si è organizzato. “Devo lavorare. Anzi, vorrei lavorare... e ho preso le mie precauzioni”, dice mentre ci mostra un divisorio in plexiglass collocato nel taxi tra i sedili anteriori e il divanetto posteriore. “L'ho fatto io - aggiunge - con le mie mani, quando ho capito che le cose stavano diventando serie”. “Davanti non faccio salire nessuno e dopo ogni viaggio faccio attente pulizie. Ma il problema è che i clienti sono ormai davvero pochi”. “Di viaggiatori alla stazione - prosegue - se ne vedono ormai pochi e anche la clientela che ci chiama per raggiungerla in altri punti della città è scarsissima”. “Ieri, per esempio, ho servito solo una donna che dal pronto soccorso del San Giovanni Battista mi ha chiesto di accompagnarla fino alla sua casa di Spello”. “Pochissima attività, insomma - osserva sconsolato - rispetto a quanto si vedeva fino a una decina di giorni fa. Qui si lavorava molto con i passeggeri in arrivo e in partenza. Nelle vicinanze c'è la caserma con il Centro nazione di selezione dell'Esercito. Il lavoro, insomma, bene o male c'era. Ora, invece, non so proprio come andrà a finire. E quello che ti fa arrabbiare è che tutto questo è accaduto proprio quando si notavano segnali di una possibile ripresa dalla mazzata che avevamo già avuto nel 2016, con il terremoto. Era tornato il movimento di forestieri, turisti, lavoratori da accompagnare. Ora, invece, è tutto fermo. E chissà quanto durerà...” “Praticamente - aggiunge Giancarlo Silvestrini, l'altro tassista, che troviamo alla guida di un Minivan Toyota - in pochi giorni abbiamo perso almeno l'80% dell'attività. E la situazione è destinata solo a peggiorare”. “Prima - continua - potevo trasportare fino a sette passeggeri. Ora è un miracolo se mi arriva un solo cliente... Per quanto mi riguarda ormai viaggio solo per qualche dipendente delle ferrovie che Trenitalia ci chiede di trasportare al posto di lavoro perché essa stessa ha problemi a garantirgli gli spostamenti su treno. Un vero disastro”. Intanto in città è iniziata la disinfezione della strade. Lo ha annunciato su Facebook il sindaco Stefano Zuccarini: “Da oggi a Foligno, in accordo con Vus, abbiamo iniziato l'attività di lavaggio e disinfezione stradale impiegando acqua e opportuna quantità di cloro”. Un servizio straordinario - spiega ancora il primo cittadino - che nei prossimi giorni sarà potenziato per contenere il diffondersi del Covid-19. Strade più pulite, quindi. E qualche segnale di vita in più nella città deserta. [email protected] Twitter: @essecia