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Tagli al Comune, il sindaco sbotta: "Situazione insostenibile"

Roberto Minelli
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“Il mio ruolo di sindaco non può essere solo quello di esattore delle tasse per conto del Governo, ma di primo cittadino che difende gli interessi della comunità che sono stato chiamato ad amministrare. Se si continua a scaricare sui Comuni il peso della crisi e del debito pubblico finisce che si va tutti in Prefettura a riconsegnare la fascia tricolore e le chiavi del municipio”. E' amareggiato e preoccupato il sindaco di Trevi Bernardino Sperandio all'indomani della notizia che il Governo centrale taglierà al Comune di Trevi altri 138.000 euro. La notizia dell'ulteriore taglio è arrivata mentre il consiglio comunale si apprestava a varare il bilancio preventivo 2014. Tutto rimandato quindi perché dopo settimane di limature, discussioni, commissioni consiliari, assemblee pubbliche per la partecipazione del più importante documento programmatico comunale, si deve ricominciare da zero con un grattacapo non da poco: trovare altri 138.000 euro per far quadrare i conti del 2014 e i 138.000 mancanti del 2013 di un consuntivo già approvato e che si prevedeva di utilizzare per alcune opere pubbliche. “Abbiamo sacrificato il sacrificabile, l'unica leva che ci rimane - chiosa l'assessore al bilancio Gianluca Tribolati, è quella dell'aumento della pressione fiscale; tagli da fare alla spesa pubblica non ce ne sono più”. Non ci sta dunque l'amministrazione comunale di Trevi pronta a organizzare una mobilitazione per chiedere atti legislativi e provvedimenti amministrativi per superare gli ostacoli e andare avanti. Protesta preannunciata da Sperandio all'Anci Umbria, affinché si prendano provvedimenti in difesa dei Comuni".