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Dopo la rapinacresce la paura tra i commercianti

Un coro a più voci per una maggiore sicurezza: incrementare le telecamere dei sistemi di videosorveglianza

Claudio Bianconi
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Passeggiando in centro ieri mattina, il giorno dopo la rapina messa a segno nella gioielleria Brunozzi in corso Cavour, a colpire era le presenza costante delle auto delle forze dell'ordine, impegnate nel monitoraggio del territorio e nel tentativo di far percepire, ancora una volta, la propria presenza e il lavoro - costante ma a volte silenzioso e in alcuni casi messo in ombra da episodi criminali che sconcertano - a cittadini e commercianti. Questi ultimi in special modo sono ora particolarmente scossi per quanto accaduto alla loro collega Catia Cruciani, colpita alla testa con il calcio di una pistola, immobilizzata e legata nel piano superiore della sua attività, sotto le logge. La donna, poi ricoverata in stato di choc al San Giovanni Battista, è rimasta così per tre ore. Il rapinatore è entrato fingendosi un cliente per poi approfittare di un suo momento di distrazione della titolare, stordirla con un colpo alla nuca e in seguito svaligiare il negozio e la cassaforte. Stando a quanto emerso solo nelle scorse ore Catia Cruciani, seppur ancora molto scossa, è riuscita a parlare con gli inquirenti riferendo loro ciò che ricorda. Dal commissariato fanno sapere che si sta cercando un uomo che ha parlato in perfetto italiano, alto più o meno un metro e ottanta, dall'apparente età di 40 anni, con corporatura media, pizzetto e barba incolta; indossava un giaccone scuro, pantaloni chiari e aveva con sé una 24 ore. Controlli sono stati effettuati dalla polizia, ieri, presso il campo nomadi via Londra, e sono state visionate le immagini catturate dalle telecamere presenti in zona. "Ci dispiace per quanto accaduto alla nostra collega. La paura c'è sempre - raccontano dalla gioielleria Tomasini Francia, anche noi in passato abbiamo subito delle rapine. Polizia e carabinieri passano spesso qui davanti ma non c'è molto che si possa fare per prevenire simili episodi". "C'è preoccupazione soprattutto perché negli ultimi anni la nostra categoria è molto esposta - dice Angelo Marchetti, dell' omonima e storica gioielleria, anch'egli finito l'anno scorso nel mirino di un rapinatore che l'ha colpito alla testa con un martello - maggiori controlli sarebbero necessari all'orario di chiusura e durante la notte e soprattutto sarebbe necessario far funzionare ad alta risoluzione le telecamere, perchè sono indispensabili per assicurare alla giustizia gli autori dei reati". L'appello a far funzionare e magari incrementare la videosorveglianza arriva anche dalla gioielleria Manzoni: "Prevenire certi episodi - dicono - è molto difficile, ma magari individuare gli autori può essere un deterrente importante". Preoccupazioni, quelle dei gioiellieri, condivise anche da un'altra categoria dicommercianti altrettanto esposta, quella dei tabaccai: "In pochi anni ho subito due rapine - dice Rosella Biella - e la preoccupazione è crescente". Un timore condiviso anche da Erica ed Evelina Ciancaleoni della tabaccheria San Domenico: "Facciamo in modo di non essere mai sole quando chiudiamo. Sarebbe importante la presenza delle forze dell'ordine ma soprattutto è importante avere un efficiente sistema di videosorveglianza pubblica".