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L'allarme: siccità nella palude di Colfiorito

Federico Sciurpa
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La palude di Colfiorito continua ad essere assetata, nonostante l'arrivo dell'autunno. Infatti, la lunga stagione carente di precipitazioni sta alterando l'aspetto del piccolo scrigno montano di biodiversità, che non si è ancora ripreso dopo la stagione estiva ed, anzi, si mostra parzialmente prosciugato. Una vasta porzione della superficie solitamente sott'acqua, infatti, si trova al momento all'asciutto; le rive si sono notevolmente abbassate anche negli altri punti, ma rimangono anche delle pozze d'acqua. La situazione, dunque, è piuttosto insolita in questo periodo dell'anno per l'area palustre, la quale, compresa nel Parco di Colfiorito, è una rara palude montana ricca di specie vegetali e animali poco diffuse, come la ninfea alba fra le prime o il tarabuso fra le seconde. A far pensare, però, non è tanto la condizione attuale dell'area, per sua natura soggetta all'andamento climatico anche se il prosciugamento è insolito in autunno; quanto il futuro. Il prosciugamento parziale, infatti, è “un evento che si verifica perlopiù quando c'è una carenza di pioggia o neve nella stagione invernale; visto che sono diversi anni che le precipitazioni nevose sono diminuite, questo fenomeno si sta presentando in maniera più frequente e le riserve di acqua sono sempre di meno – spiega Biancarita Eleuteri, responsabile del servizio Parco di Colfiorito –. Gli ultimi interventi per affrontare questo problema sono stati effettuati negli anni ‘90; poi, nonostante siano stati studiati e programmati, non sono stati fatti altri interventi per il contenimento della vegetazione. Servirebbero fondi, ma ad esempio il fatto che la proprietà appartiene alla Comunità montana, ora in liquidazione, complica l'accesso ai finanziamenti europei”. A parlare della necessità di interventi programmati e di monitoraggio costante è anche Alfiero Pepponi, coordinatore per l'Umbria della Lipu . Anche se la condizione attuale non crea problemi all'avifauna, va comunque monitorata. “Vista la natura di questo ambiente naturale, è normale che in periodi siccitosi il livello dell'acqua cali – spiega –. Il problema è che la palude è da troppo tempo lasciata a sé stessa: se la vogliamo mantenere servono interventi di manutenzione che vanno fatti con costanza e in maniera mirata”. Eirene Mirti