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Dai microfoni di "Un giorno da pecora"alle cronache del Corriere dell'Umbria

Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro alla mostra dei trenta anni del nostro quotidiano al Cerp

Claudio Bianconi
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Non è così esplicito con quell' “accade tutto qua” riferito agli avvenimenti salienti delle cronache del Corriere dell'Umbria negli ultimi trenta anni, periodo che comprende la nascita nel lontano maggio 1983 all'oggi, del maggiore quotidiano umbro. Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, i due inseparabili animatori di “Un giorno da pecora”, programma radiofonico di successo, sembravano stupiti che una regione piccola come l'Umbria potesse aver vissuto così tanti eventi criminosi, fatti di sangue, disgrazie, omicidi, violenze e via dicendo, ma non è stato ben chiaro se fossero sorpresi dal fatto che, al contrario, l'Umbria nell'immaginario collettivo sia identificata come terra di pace e di silenzi, di ampi spazi e di ambiente incontaminato. Insomma un'Umbria delle idee che stride con quanto le cronache locali registrano ogni giorno. Gli umbri sanno già che l'Umbria felix è un ricordo ormai lontano, ma forse sarà bene fare un po'  di attenzione che anche gli altri, i non umbri, se non se ne sono già accorti, non percepiscano così palesemente che la modernità anche nella nostra regione ha sconvolto i suoi equilibri millenari. Ne va della sua immagine e dei suoi “fatturati” legati ai flussi turistici, all'idea di una terra accogliente dove la qualità della vita è più alta che altrove. Chissà, il fatto che i due conduttori siano rimasti così a lungo davanti alla foto di Monica Bellucci immortalata in una vecchia edizione del “Corriere”, sta a dimostrare che in fatto di bellezza questa regione rimane ancora insuperabile… Chissà.