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Twitter, fuga di dipendenti dopo l'ultimatum di Elon Musk

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Continua la bufera su Twitter, spunta blu a parte. Dopo l’ultimatum di Elon Musk, che ha invitato i dipendenti a lavorare "duro" ("hardcore", ha scritto il capo del social network) oppure a prendere e lasciare dietro congrua liquidazione, la fuga di cervelli dalla piattaforma di San Francisco non sembra fermarsi. Ancora non è chiaro in quanti abbiano preso in considerazione le parole di Musk, che comunque aveva già effettuato tagli al personale. Da quando il ceo di Tesla si è impossessato di Twitter, meno di 20 giorni fa, sono stati infatti licenziati metà dei 7.500 dipendenti a tempo pieno, oltre a un gran numero di responsabili della moderazione dei contenuti e di altri settori. Tra l’altro Elon Musk ha scaricato i vertici dell’azienda nel primo giorno da capo di Twitter; tra loro anche l’ex ceo Parag Agrawal, e altri che hanno poi deciso di andarsene volontariamente nei giorni successivi. La stessa cosa è toccata a un piccolo gruppo di ingegneri che lo avevano contestato pubblicamente e nel sistema di messaggistica Slack (interno all’azienda).

 

 

Ma, il punto più alto è stato toccato tre giorni fa, la notte dell’ultimatum di Musk che con un’e-mail ha messo le cose in chiaro, qualora ce ne fosse bisogno: chi resta dovrà lavorare "hardcore" e per lunghe ore ad alta intensità. L’obiettivo? Dar vita a un "Twitter 2.0 rivoluzionario". Quello che invece è certo è che il social network inizia a perdere lavoratori in modo consistente, proprio mentre si sta avvicinando l’inizio dei Mondiali Fifa di calcio in Qatar, uno degli eventi più discussi che rendono bollenti gli algoritmi di Twitter. La preoccupazione è infatti che il sistema possa sovraccaricarsi, e non riuscire a stare dietro al traffico generato.

 

 

Intanto Twitter ha chiuso gli uffici. Gli edifici non saranno accessibili - è stato comunicato in un messaggio riportato dalla Bbc - con effetto immediato. In attesa della riapertura prevista per lunedì 21 novembre, è arrivata anche un’ulteriore indicazione "a rispettare la politica aziendale", evitando di "discutere di informazioni aziendali riservate su social e stampa".