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Guerra, raid notturno su Zaporizhzhia: morti e vittime dopo bombardamento a un grattacielo

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Diciassette morti in attacco missilistico a Zaporizhzhia, nella notte. "Secondo i dati preliminari cinque case private sono state distrutte e circa 40 sono state danneggiate. In questo momento, si sa che 17 persone sono morte" secondo quanto riportato da Anatoly Kurtev, segretario del Consiglio comunale della città, ai media locali. Ci sono anche 44 feriti. Il primo a dare la notizia era stato su Telegram il governatore dell'Oblast di Zaporizhzhzia, Oleksandr Starukh: "A seguito di un attacco missilistico nemico, un grattacielo nel centro della città è stato distrutto. Ci sono vittime. I soccorritori, i medici e tutti i servizi competenti stanno lavorando sul posto. Le persone sono già fornite di tutta l'assistenza necessaria".

 

Intanto le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, le regioni di Kherson e Zaporizhzhia sono diventate parte dello Stato dell'Unione di Russia e Bielorussia dopo l'adesione alla Russia. Lo ha dichiarato, in un'intervista alla Tass, il Direttore del Secondo Dipartimento dei Paesi della Csi del Ministero degli Esteri russo, Aleksey Polischuk. Fondato nel 1996, lo Stato dell'Unione di Russia e Bielorussia è un'entità sovranazionale e intergovernativa formata dalla Russia e dalla Bielorussia.

Il ministero degli Affari esteri della Bielorussia invece ha convocato l'ambasciatore dell'Ucraina a causa della presunta preparazione di un attacco al territorio della Bielorussia. E' quanto si legge - come riporta l'agenzia Unian - in una nota del Ministero ucraino degli Affari Esteri.
In dettaglio l'ambasciatore dell'Ucraina a Minsk, Ihor Kyzym, è stato invitato al ministero degli Affari esteri della Bielorussia nella serata dell'8 ottobre e gli è stata consegnata una nota diplomatica. "La parte bielorussa - sottolinea il Ministero di Kiev - afferma che l'Ucraina starebbe pianificando un attacco al territorio della Bielorussia. Questa informazione non corrisponde alla verità. Respingiamo categoricamente le insinuazioni del regime bielorusso".