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Guerra in Ucraina, Borrell: "Presto nuove sanzioni contro Russia dopo parole Putin"

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Le dichiarazioni di Vladimir Putin rilasciate in un discorso televisivo ai russi ieri mattina, mercoledì 21 settembre, hanno destabilizzato il mondo intero. Dai suoi concittadini, scesi in piazza per protestare e pronti a scappare da Mosca, con i voli già sold out, agli altri Paesi europei e non, si veda la Cina che ha chiesto un cessate il fuoco, tutti si dicono preoccupati dalla mobilitazione parziale annunciata dal presidente russo. E a incutere timore, anche quel rimando al nucleare e alla difesa del territorio in tutti i modi.

 

 

I ministri degli Esteri Ue si sono visti, in una riunione di emergenza, nella serata di ieri, e l'Alto rappresentante per gli Affari esteri dell'Unione, Josep Borrell, ha promesso nuove sanzioni contro la Russia. Borrell si è detto certo che ci sarà un "accordo unanime" per ulteriori sanzioni contro la Russia. L'Alto rappresentante non ha fornito una tempistica per le sanzioni ma ha detto che arriveranno "il prima possibile". "È chiaro che Putin sta cercando di distruggere l'Ucraina. Sta cercando di distruggere il Paese con mezzi diversi dal momento che sta fallendo militarmente", ha precisato Borrell parlando a margine della riunione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Borrell aveva in precedenza definito la minaccia di Putin di usare armi nucleari un pericolo per il mondo e un tentativo di intimidire l'Ucraina e i suoi sostenitori. L'Ue, ha ribadito, non si impegnerà direttamente nella guerra ma continuerà "più o meno allo stesso modo" a supportare l'Ucraina a livello militare e con sanzioni economiche e individuali.

 

 

Intanto, la Corea del Nord ha riferito di non aver fornito armi alla Russia durante la guerra in Ucraina e di non avere intenzione di farlo, aggiungendo che i report dell'intelligence statunitense sull'invio di armi a Mosca sono un tentativo di offuscare l'immagine di Pyongyang. In un rapporto diffuso dai media statali, un funzionario della difesa nordcoreano anonimo ha intimato agli Stati Uniti di smettere di fare "osservazioni sconsiderate" e di "tenere la bocca chiusa". I funzionari dell'amministrazione Biden a inizio di mese hanno confermato un report dell'intelligence statunitense declassificato secondo cui la Russia fosse in procinto di acquistare armi dalla Corea del Nord, tra cui milioni di proiettili di artiglieria e razzi, nel tentativo di alleviare la grave carenza di rifornimenti in Ucraina, aggravata dai controlli e dalle sanzioni sulle esportazioni guidate dagli Stati Uniti. La dichiarazione della Corea del Nord è arrivata settimane dopo che Mosca aveva definito la scoperta dell'intelligence statunitense "falsa". L'invio di armi della Corea del Nord verso la Russia violerebbe le risoluzioni delle Nazioni Unite che vietano al paese di importare o esportare armi. Pyongyang, viene precisato nel messaggio diffuso, non ha mai riconosciuto le sanzioni "illegali" del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite contro il paese "costruite dagli Stati Uniti e dalle sue forze vassalli". Il funzionario ha affermato che l'esportazione e l'importazione di equipaggiamento militare è un "diritto legittimo peculiare di uno stato sovrano", secondo una traduzione inglese della dichiarazione pubblicata dall'agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord. "Ma cogliamo questa opportunità per chiarire una cosa. Non abbiamo mai esportato armi o munizioni in Russia prima e non prevediamo di esportarle", viene sottolineato da un funzionario, qualificato come vicedirettore generale dell'ufficio generale sugli equipaggiamenti del ministero della Difesa nazionale.