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Fuga da Mosca, voli esauriti dopo l'annuncio di Putin sulla mobilitazione parziale. Proteste in piazza contro la guerra, la Cina chiede un cessate il fuoco

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L'annuncio di Vladimir Putin sulla mobilitazione parziale dei riservisti per la guerra in Ucraina ha provocato numerose reazioni, sia all'interno del Paese che nel resto del mondo, dai paesi occidentali alla Cina. Intanto, perché è la prima mobilitazione in Russia dalla Seconda guerra mondiale e suona come un’ammissione del fatto che, dopo 7 mesi e i recenti colpi inferti sul campo dalla controffensiva ucraina, la guerra che Mosca continua a chiamare operazione militare speciale non sta andando come da piani. E così, il fatto che saranno richiamati 300 mila riservisti ha scatenato il terrore in Russia. Poco dopo il discorso di Putin, c’è stata un’impennata nella richiesta di biglietti aerei per lasciare la Russia, con voli esauriti verso le capitali di Georgia, Turchia e Armenia, destinazioni che consentono ai russi di entrare senza visto. Il movimento d’opposizione Vesna ha invece convocato proteste a livello nazionale in diverse città. La Lituania, in quanto Paese confinante per via dell’exclave russa di Kaliningrad, ha annunciato che per la sua forza di reazione rapida è scattato lo stato di massima allerta "per prevenire qualsiasi provocazione dalla Russia".

 

 

L’Occidente è stato unanime nel parlare di un segnale di debolezza da parte di Mosca. "L’annuncio di Putin è solo un’altra prova che a lui non interessa la pace ma solo l’aggressione, nonché è un segnale di disperazione su come stia andando la sua aggressione all’Ucraina", ha commentato la Commissione Ue. Londra parla di "un’ammissione che la sua invasione sta fallendo", mentre per gli Stati Uniti è "sicuramente un segno di difficoltà, e lo sappiamo". "Putin ha subito decine di migliaia di vittime, ha problemi di comando e controllo, un terribile morale delle truppe, problemi di diserzione e sta costringendo i feriti a tornare a combattere", ha rimarcato il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby. Gli Usa, però, ha aggiunto, "prendono seriamente" la minaccia nucleare ventilata da Putin, e qualora decidesse di agire in tal senso ci sarebbero "conseguenze gravi". "Non credo che lo farà. Non credo che il mondo gli permetterà di usare quelle armi", la speranza di Zelensky.

 

 

E anche la Cina, con cui per mesi Putin ha cercato di fare asse, come già in occasione del vertice di Samarcanda della settimana scorsa si è mostrata cauta. Pechino ha invitato a un cessate il fuoco tramite negoziati e a soluzioni che rispondano alle preoccupazioni di sicurezza di tutte le parti. "La posizione della Cina sull’Ucraina è sempre stata chiara e coerente -ha ripetuto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin - Va rispettata la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi, vanno rispettati obiettivi e principi della Carta delle Nazioni Unite, vanno prese sul serio le legittime preoccupazioni di sicurezza di tutti i Paesi". "Vanno sostenuti tutti gli sforzi per affrontare in modo pacifico la crisi ucraina", ha aggiunto Wang.