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Putin, il discorso in tv: "Operazione militare speciale inevitabile". E annuncia la mobilitazione parziale

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L'operazione militare speciale in Ucraina era "inevitabile" secondo Vladimir Putin. Il presidente della Russia, in un discorso televisivo, ha aggiornato i suoi concittadini sull'andamento della guerra, confermando anche che "la liberazione dei territori del Donbass resta l'obiettivo". Un intervento, quello del leader del Cremlino, che arriva a poche ore di distanza dall'approvazione dei referendum per l'annessione di Donbass, Kherson e Zaporizhzhia, ma che è stato mandato in onda - non si sa se registrato o in diretta, più probabile la prima opzione - in ritardo rispetto al programma iniziale. I cittadini, infatti, sarebbero dovuti essere aggiornati nella serata di ieri, martedì 20 settembre. Invece, la comunicazione è arrivata nelle prime ore del mattino italiano di oggi, mercoledì 21. Segno che comunque qualcosa stia succedendo anche all'interno della stessa Russia, forse non più convinta di vincere la guerra come all'inizio dell'operazione, sicuramente più debole di febbraio.

 

 

Putin, ha proseguito, appoggia "per la difesa del nostro popolo, della sovranità della Russia e dell'integrità territoriale", "la decisione del ministero Difesa e dello Stato maggiore di introdurre la mobilitazione parziale". Il presidente russo ha quindi spiegato che "la leva riguarderà solo cittadini che al momento sono parte delle riserve, cioè coloro che hanno svolto il servizio militare nelle forze armate, che hanno già esperienza e formazione", ma ha precisato che "i chiamati, prima di partire per il fronte, avranno un'ulteriore formazione e ulteriore addestramento". "Il decreto è già stato firmato e verranno informati per iscritto Duma e Consiglio nazionale", ha proseguito Putin, sottolineando che le "iniziative" in applicazione del decreto per la mobilitazione cominceranno "da oggi". Una mobilitazione "necessaria" in quanto "l'Occidente vuole distruggerci". "Useremo ogni mezzo a disposizione se verremo minacciati, non è un bluff". "Alcune figure eminenti della Nato hanno parlato della possibilità di usare contro la Russia armi di distruzione di massa, cioè armi nucleari. A chi fa dichiarazioni di questo tipo sulla Russia, voglio ricordare che anche il nostro Paese dispone di armi nucleari".

 

 

E sui quattro referendum, Putin dichiara che la Russia "non può né ha il diritto morale di abbandonare le persone a noi vicine, non possiamo non rispondere alla loro sincera aspirazione a decidere", "il Donbass e le amministrazioni di Zaporizhzhia e Kherson hanno deciso di indire dei referendum sul futuro del loro destino e hanno richiesto il sostegno della Russia", "hanno il sostegno" di Mosca e "faremo di tutto per garantire uno svolgimento tranquillo dei referendum".