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J.K. Rowling e le minacce di morte: perché le ha ricevute. Ha espresso solidarietà a Salman Rushdie

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Al peggio non c'è mai fine. Così, un messaggio di solidarietà verso un collega che si trova in ospedale diventa il pretesto per subire attacchi social. La vittima, in questo caso, è J.K. Rowling, la mamma del mago più famoso al mondo, Harry Potter. La scrittrice, infatti, è stata minacciata per aver espresso vicinanza al collega Salman Rushdie, dopo che venerdì scorso ha subito una serie di coltellate mentre si trovava in un palco nello stato di New York per una lecture.

 

 

L'autrice di Harry Potter aveva scritto "Mi sento molto male in questo momento. Auspico che stia bene". Un messaggio non andato giù ad un utente, che ha commentato: "Non preoccuparti, sei la prossima". In un altro messaggio da lei postato si legge: "Il nome di quest'uomo è Hadi Matar, è un combattente sciita rivoluzionario dopo la fatwa dell'ayatollah Rohullah Khomenei". Rowling ha corredato le foto dei post con un messaggio indirizzato a Twitter: "C'è una possibilità di aiuto", chiede per poi precisare di avere coinvolto la polizia nella vicenda e ringraziare per i messaggi di solidarietà ricevuti.

 

 

Le condizioni di Rushdie, ricordiamo, sono in miglioramento. Lo scrittore è "sulla via della guarigione", ha confermato oggi il suo agente Andrew Wylie, due giorni dopo che l'autore de I versi satanici è stato accoltellato. Sebbene le "condizioni di Rushdie vadano nella giusta direzione", la sua guarigione sarà lunga, ha precisato l'agente. L'uomo è stato staccato dal respiratore e riesce a parlare. L'attentatore, ha detto la Procura - lo ha colpito con tre coltellate al lato destro della parte anteriore del collo, quattro coltellate allo stomaco, una ferita da taglio all'occhio destro, una ferita da taglio al torace e una lacerazione sulla coscia destra. Rushdie, ha detto il procuratore citato da Cnn, potrebbe perdere l'occhio destro.