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Guerra, nove aerei russi distrutti in una base in Crimea: continua la controffensiva ucraina

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Continua la controffensiva dell'Ucraina. Nove aerei da guerra russi sarebbero stati distrutti in una serie mortale di esplosioni in una base aerea in Crimea come risultato di un attacco ucraino. Ciò rappresenterebbe una significativa escalation nella guerra. La Russia ha negato che qualsiasi aereo sia stato danneggiato nelle esplosioni di martedì o che qualsiasi attacco abbia avuto luogo. I funzionari ucraini si sono fermati prima di rivendicare la responsabilità delle esplosioni alla base aerea di Saki. Se le forze ucraine fossero effettivamente responsabili delle esplosioni, si tratterebbe del primo grande attacco noto a un sito militare russo nella penisola di Crimea, che il Cremlino ha annesso nel 2014, nonché di una significativa escalation nel conflitto. I funzionari di Mosca hanno infatti da tempo avvertito Kiev che qualsiasi attacco alla penisola avrebbe scatenato una massiccia rappresaglia, compresi attacchi ai «centri decisionali» di Kiev, ovvero alle sedi del governo.

 

 

Continua invece la scia di sangue nel Donetsk dove, secondo la procura generale dell’Ucraina, almeno sette civili hanno perso la vita sotto i bombardamenti russi, a Bakhmut. Altre tredici persone sono morte nel distretto di Nikopol durante la notte, definita "tragica" dal governatore della regione. La guerra continuerà, "è stato superato il punto di non ritorno", ha detto Leonid Slutsky, presidente della Commissione per gli affari internazionali della Duma. 

 

 

Cresce intanto la preoccupazione per il controllo russo sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Secondo Petro Kotin, il presidente di Energoatom, l’azienda di stato ucraina che si occupa della gestione delle centrali nucleari, le forze russe si stanno preparando a collegare l’impianto alla rete elettrica della Crimea. "Il loro piano è di danneggiare tutte le linee della centrale nucleare. Dopodiché non sarà collegato al sistema elettrico ucraino", ha affermato Kotin, avvertendo che si tratta di un piano «molto pericoloso». I ministri degli Esteri del G7 hanno chiesto a Mosca di "restituire immediatamente" la centrale di Zaporizhzhia a Kiev. "Il continuo controllo della Russia sull’impianto mette in pericolo la regione", hanno avvertito i ministri.