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Scoperto nuovo virus in Cina, si chiama Langya: i sintomi e come ci si contagia. L'esperta: "Va sorvegliato molto bene"

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E' allarme in Cina per la scoperta di un nuovo tipo di Henipavirus di origine animale (chiamato Langya henipavirus, LayV) che può infettare anche gli esseri umani. I primi casi sono stati riscontrati nella provincia dello Shandong della Cina orientale e nella provincia dell’Henan della Cina centrale: ad oggi, martedì 9 agosto, ci sono 35 persone infettate. La notizia della scoperta è stata data dal New England Journal of Medicine, che ha parlato con scienziati di Cina e Singapore. Gli studiosi che hanno partecipato allo studio hanno sottolineato che questo Henipavirus appena scoperto, che potrebbe provenire da animali, è associato ad alcuni casi febbrili e le persone infette hanno sintomi tra cui febbre, affaticamento, tosse, anoressia, mialgia e nausea.

 

 

L’henipavirus può causare gravi malattie negli animali e nell’uomo e sono classificati come virus di livello 4 di biosicurezza con tassi di mortalità compresi tra il 40 e il 75%, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, evidenziando che questo è molto più alto del tasso di mortalità del Coronavirus. Attualmente non esiste un vaccino o un trattamento per l’Henipavirus e l’unico trattamento è la terapia di supporto per gestire le complicanze. Finora non è stato trovato alcun focolaio significativo di Langya henipavirus, il che significa che la trasmissione del virus da uomo a uomo non è stata dimostrata, sebbene rapporti precedenti suggeriscano che il virus può essere trasmesso da persona a persona.

 

 

L'Adnkronos Salute ha intervistato Maria Caramelli, veterinaria del Laboratorio sorveglianza malattie emergenti dell’Istituto zooprofilattico del Piemonte, che ha detto come questo virus sia una "zoonosi che va sorvegliata molto bene". È un patogeno "del genere degli henipavirus, che si trovano nei pipistrelli o nei topi ragno dove hanno il loro serbatoio. Ad esempio il virus Nipah è di questo genere e può colpire i cavalli, ma questi agenti hanno un grande spettro di animali da infettare, compreso l’uomo. Quindi c’è una certa preoccupazione per questo focolaio cinese. Ora però questo cluster è legato a condizioni di promiscuità con gli animali. Sappiamo che per questo genere di virus un passaggio uomo-uomo è sporadico e ha una scarsa efficacia, ma non può essere escluso, come ci insegnano altri casi. Oltre il 70% delle malattie che colpiscono l’uomo arrivano dagli animali - rimarca l’esperta - e questo ci deve far ragionare sull’importanza della prevenzione e della sorveglianza che in Europa è alta, ma in altri Paesi è più bassa. Certo - sottolinea - il fatto che questo cluster sia venuto alla luce è un buon segnale".