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Israele, nuovi raid sulla striscia di Gaza. Ucciso un secondo leader della jihad islamica, arrestati 20 membri

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Continua a crescere la tensione tra Israele e Palestina sulla striscia di Gaza, con l'operazione Breaking Down entrata ormai nel suo terzo giorno. Il gruppo militante della Jihad islamica palestinese ha affermato che un attacco aereo israeliano ha ucciso il suo comandante in capo per la Striscia di Gaza meridionale, il giorno dopo che Israele ha ucciso il comandante del gruppo sostenuto dall'Iran per il nord di Gaza in un raid aereo che ha innescato il peggior conflitto tra Israele e militanti palestinesi dalla fine di una guerra di 11 giorni nel 2021. Le Brigate Al-Quda della Jihad islamica hanno confermato che l'attacco aereo nella città di Rafah, nel sud di Gaza, ha ucciso Khaled Mansour, il comandante, e due compagni. Anche cinque civili, tra cui un bambino e tre donne, sono stati uccisi nel raid.

 

 

Ma non finisce qui, perché fonti israeliane riferiscono di aver arrestato nella notte altri 20 membri della Jihad islmica nel corso di un'operazione in Cisgiordania. Fino ad ora, nei combattimenti nella fascia costiera hanno perso la vita 29 persone, tra cui sei bambini e quattro donne. Lo riporta il ministero della Salute di Gaza, che riferisce anche come i feriti siano almeno 253. Israele, inoltre, stima che i suoi attacchi aerei abbiano ucciso circa 15 militanti.

 

 

Quel che è certo è che la tensione aumenta minuto dopo minuto, e anche pochi istanti fa sono tornate a risuonare le sirene d'allarme nell'area di Gerusalemme. Secondo la tv israeliana, che ha riportato la notizia, i sistemi di difesa israeliani avrebbero intercettato una serie di razzi sparati da Gaza.