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"Rischio disastro nucleare, stop azioni militari": l'allarme dell'Aiea sulla centrale di Zaporizhzhia

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L'incubo di vivere una nuova Chernobyl è reale. Il disastro nucleare, se non si fermeranno le azioni militari nei pressi della centrale di Zaporizhzhia, in Ucraina, è dietro l'angolo. Ieri, venerdì 5 agosto, la più grande centrale del continente è stata bombardata, facendo preoccupare il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Mariano Grossi, il quale ha sottolineato "il rischio molto reale di un disastro che potrebbe minacciare la salute pubblica e l'ambiente in Ucraina e oltre".

 

 

La centrale infatti, secondo l'operatore ucraino Energoatom è stata "gravemente danneggiata" dai raid di ieri, di cui Mosca e Kiev si accusano reciprocamente. "L'Aiea ha ricevuto informazioni su questa grave situazione, l'ultima di una lunga serie di rapporti sempre più allarmanti da tutte le parti. Secondo l'Ucraina, non ci sono stati danni ai reattori stessi e nessun rilascio radiologico. Tuttavia, ci sono danni in altre parti del sito", sottolinea Grossi, affermando che "le azioni militari che mettano a repentaglio la sicurezza e l'incolumità della centrale nucleare di Zaporizhzhia sono del tutto inaccettabili e devono essere evitate a tutti i costi". "Qualsiasi potenza di fuoco militare diretta verso o dalla struttura equivarrebbe a giocare con il fuoco, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Rivolgo un appello con forza e urgenza a tutte le parti affinché esercitino la massima moderazione nelle vicinanze di questo importante impianto nucleare, con i suoi sei reattori. E condanno qualsiasi atto violento compiuto nella centrale nucleare di Zaporizhzhia o vicino alla centrale o contro il suo personale", afferma ancora Grossi. "Il personale ucraino che gestisce l'impianto sotto l'occupazione russa deve essere in grado di svolgere i propri compiti importanti senza minacce o pressioni che pregiudichino non solo la propria sicurezza ma anche quella dell'impianto stesso", prosegue il direttore generale dell'Aiea. 

 

 

Grossi mette poi in evidenza il ruolo dell'Aiea: "Al fine di evitare che la situazione diventi ancora più fuori controllo, la presenza dell'Aiea per fornire supporto tecnico per la sicurezza nucleare è di fondamentale importanza". "Dall'inizio di questa tragica guerra, l'Aiea - e io personalmente - abbiamo lavorato per sostenere l'Ucraina nel mantenere tutti i suoi impianti nucleari sicuri e protetti. E negli ultimi quattro mesi sono stato pronto a guidare una missione di esperti di sicurezza, protezione e salvaguardia dell'Aiea presso la più grande centrale nucleare del Paese, Zaporizhzhia. Questa missione giocherebbe un ruolo cruciale nell'aiutare a stabilizzare la situazione della sicurezza e della protezione nucleare lì, come abbiamo fatto alla centrale nucleare di Chornobyl e altrove in Ucraina negli ultimi mesi, dove abbiamo anche fornito apparecchiature di sicurezza e protezione nucleare che sono urgentemente necessarie. Allo stesso tempo, gli ispettori di salvaguardia dell'Aiea svolgerebbero attività di verifica essenziali presso l'impianto", sottolinea Grossi, evidenziando che "il fatto che questa missione vitale non sia ancora avvenuta non è dovuto all'Aiea" ma "nonostante i nostri sforzi risoluti, finora non è stato possibile". "Non mi arrenderò. Continuerò a spingere – e spingere ancora – affinché questa missione dell'Aiea abbia finalmente luogo", afferma Grossi, aggiungendo che "ciò richiederà la cooperazione, la comprensione e l'agevolazione sia da parte dell'Ucraina che della Russia" e che "avremo anche bisogno delle Nazioni Unite per sostenerci e sono molto grato per il costante sostegno del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres". Poi conclude: "Non possiamo permetterci di perdere altro tempo. Per il bene di proteggere le persone in Ucraina e altrove da un potenziale incidente nucleare, dobbiamo tutti mettere da parte le nostre differenze e agire, ora. L'Aiea è pronta".