Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Politica, le potenze mondiali guardano all'Africa. L'Italia recuperi il protagonismo e non cada nella mercé dei regimi autoritari

Pietro De Leo
  • a
  • a
  • a

Il Corriere della Sera ha pubblicato una foto al centro pagina dell’aspetto più ludico, ossia Emmanuel Macron divertito accanto all’ex campione di tennis Yannik Noah, figura che ha sempre fuso lo sport con una certa vena show. Erano nella magione dello sportivo in Camerun. All’interno dell’articolo, poi, troviamo le altre tappe che l’inquilino dell’Eliseo toccherà in Africa, ossia Benin e Guinea Bissau. Proprio in questi giorni, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha visitato il Congo, l’Uganda e l’Etiopia. Si tratta di un intreccio di agenda che segna una grande significato politico, ossia gli slanci egemonici delle potenze in Africa.

 

 

Dove già sono radicati attori che stringono partnership sull’estrazione delle materie prime, puntano al controllo delle infrastrutture, formano funzionari di governo. E’ il caso di Russia e Turchia. O magari assumono un ruolo, più o meno indirettamente, nei rivolgimenti militari, come la Russia in Mali con la società Wagner.

 

 

Questo pone la centralità del dossier per il prossimo governo che verrà. Per una nutrita serie di aspetti. L’Italia si è rivolta all’Africa (pensiamo al Congo e al Mozambico) nel tour di recupero delle forniture energetiche dopo la rottura con Mosca. Nei Paesi africani, inoltre, sono presenti le miniere di litio, materia prima utilizzata nella filiera delle batterie elettriche. Senza un protagonismo politico nell’area, che l’Italia dovrebbe tentare di recuperare come sta facendo la Francia, tutto questo potrebbe consegnare l’Italia alla mercé di regimi autoritari che, come si è visto, utilizzano tutte le forme di condizionamento possibili, dal ricatto energetico a quello migratorio. E i flussi lungo la rotta del Mediterraneo centrale di questi giorni dovrebbero farci porre più domande su quanto difficile potrebbe essere la prospettiva.