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Guerra, missili su Odessa: l'accordo sul grano adesso è a rischio

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L’accordo sul grano raggiunto venerdì a Istanbul da Ucraina e Russia con Onu e Turchia ha rischiato di essere messo in discussione a neanche 24 ore dalle firme sul documento per lo sblocco dell’export verso i mercati mondiali. Il porto di Odessa, uno dei porti individuati nell’accordo per gestire l’invio del grano, è stato colpito da missili russi ieri. Il comando operativo militare ucraino Sud ha riferito di due missili da crociera Kalibr abbattuti dalla difesa aerea ucraina, e di altri due che, invece, hanno colpito le strutture del porto. Inizialmente si è temuto anche che ci potessero essere delle vittime. Ipotesi poi smentita dalla portavoce del comando ’Sud’ Nataliya Humenyuk, che ha anche escluso danni ai depositi di stoccaggio. Depositi dove è conservato il grano già pronto per l’esportazione, come comunicato dal ministero dell’Agricoltura ucraino.

 

 

L’attacco su Odessa è stato definito "lo sputo di Vladimir Putin in faccia al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e al presidente della Turchia Recep Erdogan" dal portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Oleg Nikolenko. La Russia, da parte sua, ha negato ogni coinvolgimento. A riferirlo è stato il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, che si è subito messo in contatto con Kiev e Mosca: "I russi ci hanno detto che non avevano assolutamente nulla a che fare con questo attacco e che stavano esaminando la questione molto da vicino e in dettaglio", ha detto Akar, aggiungendo che la Turchia si è "preoccupata" per quanto accaduto e auspicando che l’accordo "possa andare avanti come da programma". Nonostante le smentite di Mosca, Kiev ha puntato il dito contro la Russia, che "se non rispetterà gli accordi si assumerà la piena responsabilità dell’aggravarsi della crisi alimentare mondiale", ha detto ancora Nikolenko.

 

 

L’inaffidabilità della Russia è stata sottolineata anche dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che in un video su Telegram ha affermato come l’attacco su Odessa "prova solo una cosa: non importa cosa la Russia dica e prometta, troverà dei modi per non applicarlo". Mykhailo Podolyak, consigliere di Zelensky, ha parlato di "vile provocazione". Ancora più duro il portavoce delle forze di difesa antiaeree ucraine, Yuriy Ignat. "Vediamo quanto valgono questi accordi con un Paese terrorista", ha commentato Ignat. L’attacco su Odessa ha provocato la condanna unanime da parte della comunità internazionale.