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Economia, Georgieva (Fondo Monetario Internazionale): "Prospettive si stanno oscurando. Bisogna fare il possibile per abbassare l'inflazione"

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Pietro De Leo
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Nuvoloni neri. Questo è il titolo da assegnare alle prospettive economiche messe nero su bianco dalla numero uno del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva. Quest’ultima ha approntato un documento in vista del G20 dei ministri delle finanze e governatori delle banche centrali che si terrà in Indonesia venerdì e sabato. E parla proprio, Georgieva, di prospettive che si vanno “oscurando”, preventivando delle "riduzioni alle stime di crescita sia per il 2022 che per il 2023”.

 

 

La guerra in Ucraina e l’inflazione fanno da acceleratori a questo fenomeno. “Quando il G20 si è riunito per l’ultima volta ad aprile - prosegue la nota - il Fmi aveva appena abbassato le previsioni di crescita globale al 3,6% per quest’anno e per il prossimo, e allora avevamo avvertito che la situazione sarebbe potuta peggiorare a causa di potenziali rischi a ribasso. Da allora, molti di questi rischi si sono concretizzati e le molteplici crisi che il Mondo deve affrontare si sono intensificate”. Quanto ai prossimi due anni, si teme un “rischio crescente di recessione”, in cui “l’outlook resta estremamente incerto”.

 

 

E poi c’è un argomento legato alla crisi del grano che da lunghi mesi (una svolta è attesa nelle prossime ore): “L’insicurezza alimentare si sta rapidamente intensificando con effetti particolarmente devastanti per i più poveri”, dice. “Con la Russia e l’Ucraina che rappresentano il 30% delle esportazioni globali di grano, la riduzione dei loro export si sta traducendo non solo in prezzi più alti ma anche nel rischio acuto di insicurezza alimentare per le popolazioni più vulnerabili”. Ma altro argomento chiave è quello dell’inflazione, che sta mettendo in ginocchio il potere d’acquisto delle famiglie. Bisogna fare tutto il possibile per abbassarla, avvisa il direttore generale Fmi: “Molte banche centrali dovranno continuare con strette decise della loro politica monetaria. Agire ora farà meno male che agire più avanti".