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Guerra, la Russia: "Rischio conflitto nucleare per colpa degli Usa". La Bielorussia inizia esercitazioni militari al confine con l'Ucraina

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Gabriele Burini
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Dopo 139 giorni di guerra tra Ucraina e Russia non si vede ancora la luce in fondo al tunnel. Anzi, le indicazioni che arrivano dalle zone del conflitto non lasciano presagire niente di buono per il futuro. A partire da un possibile scontro nucleare tra le potenze in campo. Ne ha parlato proprio Mosca, spiegando che se si arriverà a tanto, la colpa sarà da attribuire agli Stati Uniti d'America. "Dopo aver provocato un aggravamento della crisi ucraina e scatenato un feroce confronto ibrido con Mosca, Washington e i suoi alleati si stanno pericolosamente dirigendo sull'orlo di un confronto militare aperto con la Russia, il che significa un conflitto armato diretto tra potenze nucleari", ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, secondo quanto riporta la Tass. Una tesi ripresa anche dal presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, secondo cui non solo gli Usa ma tutto l'Occidente sta sviluppando dei piani strategici per attaccare la Russia tramite l'Ucraina e la stessa Bielorussia. Lukashenko, come riporta Ria Novosti, ha riferito di averne parlato con il presidente russo, Vladimir Putin, in una telefonata avuta ieri. "Di recente, e di questo abbiamo discusso in dettaglio ieri (per telefono, ndr) con il presidente della Federazione Russa, si stanno sviluppando piani strategici per un attacco alla Russia. E la direzione principale dell'attacco è attraverso l'Ucraina e attraverso la Bielorussia", ha detto Lukashenko, parlando a Minsk durante una cerimonia in onore di diplomati in università militari e alti ufficiali. Nel frattempo nel Paese, nella regione di Gomel al confine con l’Ucraina, sono iniziate le esercitazioni di comando e personale con la partecipazione di truppe territoriali. Un addestramento che durerà tre giorni, dal 12 al 14 luglio, per valutare la prontezza delle unità militari formate delle truppe territoriali a svolgere compiti di addestramento e combattimento e migliorare le capacità degli ufficiali di riserva ai posti di comando.

 

 

E ad alimentare lo scenario del conflitto sono arrivate anche le parole di Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino. "Una ripresa dei negoziati fra Russia e Ucraina ora è fuori questione", ha detto rispondendo a chi gli chiedeva se adesso sia possibile riprendere il processo negoziale. Colloqui che invece ci saranno per quanto riguarda la partita grano. Domani, mercoledì 13 luglio, si terrà a Istanbul una riunione fra Russia, Turchia, rappresentanti dell'Ucraina e osservatori dell'Onu per discutere dell'esportazione di grano ucraino dai porti. Ad annunciarlo all'agenzia di stampa russa Interfax è stato Petr Ilyichev, direttore del dipartimento organizzazioni internazionali del ministero degli Esteri russo.

 

 

Intanto tutto il mondo aspetta con insistenza la data della visita di Papa Francesco nelle zone del conflitto. Il Pontefice ha dichiarato a più riprese di volersi recare a Mosca e a Kiev per provare a mediare verso la fine delle ostilità, ed anche dalla Santa Sede avevano spiegato come il viaggio potrebbe avvenire al rientro dal Canada. Oggi, il ministro degli Esteri del Vaticano, monsignor Paul Richard Gallagher, ha ribadito che "il Papa ha la volontà di fare il viaggio a Kiev. Andrà, quando e come non si sa. Bisogna vedere dopo il Canada, vediamo", ha spiegato a margine della presentazione del Meeting di Rimini.