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Sri Lanka, assalto al palazzo del presidente: Rajapaksa ha lasciato la residenza. Il Paese colpito da una grande crisi economica. I video

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Ore di grande tensione in Sri Lanka, a causa della pesante crisi economica che sta colpendo il Paese guidato dal presidente Gotabaya Rajapaksa. E proprio il numero uno, questa mattina, ha dovuto lasciare la sua residenza a Colombo, la capitale, dopo che questa era stata assediata dai manifestanti. Non è chiaro, al momento, se il capo dello Stato abbia lasciato lo Sri Lanka o se abbia lasciato solo la sua residenza.

 

 

Lo Sri Lanka si è rivolto alla Russia nei giorni scorsi per ottenere carburanti a prezzo scontato, con l’invio a Mosca di due ministri il 27 giugno scorso. I due hanno avuto l’incarico di negoziare ulteriori forniture di petrolio dopo le 90 mila tonnellate di greggio siberiano acquistato a maggio. Tale fornitura era stata organizzata tramite Coral Energy, un intermediario con sede a Dubai, ma l’esecutivo singalese è sotto pressione da parte della politica nazionale per avviare trattative dirette col governo del presidente russo Vladimir Putin. Wijesekera farà invece visita al Qatar. Proprio il ministro dell’Energia singalese ha avvertito sabato 25 giugno che il paese ha sostanzialmente esaurito le scorte di benzina e gasolio, e che il quantitativo necessario a coprire la domanda nazionale per due giorni è stato accantonato per i servizi essenziali.

 

 

L’economia dello Sri Lanka, gravata da un debito insostenibile e priva di valuta straniera, "è collassata" dopo mesi di crisi segnati da carenze sempre più acute di generi alimentari, carburante ed elettricità. Lo ha dichiarato al parlamento il primo ministro singalese, Ranil Wickremesinghe, mentre il suo governo tenta di mediare una tregua con i principali creditori internazionali. Il premier ha dichiarato la scorsa settimana che il Paese dell’Asia Meridionale affronta "una situazione molto più grave" della sola mancanza di generi e risorse di base, ed ha avvertito che lo Sri Lanka rischia di "toccare il fondo", perché "la nostra economia è completamente collassata". Quella che sta vivendo il Paese è la peggiore crisi economica nazionale da decenni. La carenza di valuta estera ha lasciato la popolazione, di 22 milioni di abitanti, a corto di beni di importazione essenziali, come cibo, carburante e farmaci. Questa settimana una delegazione di nove membri del Fondo monetario internazionale (Fmi) è in visita nel Paese (la missione si concluderà il 30 giugno) per colloqui col governo su un pacchetto di salvataggio da circa tre miliardi di dollari.