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Usa, sparatorie autentica emergenza sociale: solo lo scorso anno sono state 692

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Christian Campigli
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Una serie interminabili di tragedie. Riassunte in uno spaventoso numero. Un’autentica emergenza sociale, che, dopo anni di silenzi e di negazioni, sta emergendo in tutto il suo fragore. Anche Oltreoceano. Sono almeno 311 le sparatorie avvenute negli Stati Uniti dall'inizio dell'anno, inclusa quella di ieri a Highland Park, dove ci sono stati sei morti ed una trentina di feriti. A registrare il dato è il Gun Violence Archive, che riferisce degli episodi di violenza al 5 luglio, precisando che per sparatorie di massa si intendono quelle in cui almeno quattro persone hanno perso la vita, escluso il o i responsabili.

 

Come ricorda l’agenzia di stampa AdnKronos, ieri la folla riunita per partecipare alla parata del 4 luglio in un sobborgo di Chicago è stata presa di mira da un uomo armato, identificato come il 22enne Robert "Bobby" Crimo III, arrestato circa otto ore dopo i fatti al termine di una gigantesca e capillare caccia all'uomo avviata dopo la fuga del killer. La polizia ha identificato il giovane come il probabile killer alcune ore dopo la sparatoria e ha chiesto l'aiuto del pubblico per localizzarlo, avvertendo che probabilmente era alla guida di una Honda Fit argento del 2010. Crimo, avvistato da un ufficiale di North Chicago che ha tentato di bloccare il traffico, è riuscito a fuggire inseguito per un breve tratto dalle auto delle forze dell'ordine. È stato fermato a Lake Forest, Illinois, hanno annunciato quindi le autorità, precisando che l'arresto si è svolto senza incidenti: l'uomo ha risposto all'ordine della polizia, che gli ha intimato di uscire dall'auto con le mani alzate.

 

Lo scorso anno è stato il più violento da quando l'Archivio sulle violenze da armi da fuoco ha iniziato a registrare questi episodi nel 2014, con 692 fatti di sangue. Il rischio di eguagliare questo triste record è concreto. Anche negli Stati Uniti, nonostante forti resistenze delle potenti lobby delle armi, è stata finalmente avviata una discussione sulle televisioni nazionali e sui principali quotidiani. Da qui ad una modifica del Secondo Emendamento, i passi da compiere sono ancora molti.