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La Nato cambia per la guerra in Ucraina, la Russia non ci sta: "Ci comporteremo di conseguenza"

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Da una parte la conferma di nuovi sistemi di difesa dislocati in Europa, dall’altra il massimo sostegno all’Ucraina. Al vertice Nato di Madrid, giunto alla seconda giornata, l’Alleanza Atlantica si è mostrata compatta, specie dopo il via libera arrivato dalla Turchia sull’ingresso di Svezia e Finlandia. Nella lista dei nuovi rinforzi militari che saranno ripartiti sul vecchio continente, un ruolo di primo piano ce l’ha anche il nostro Paese. Due incrociatori prenderanno la via della penisola iberica, in Polonia verrà installato un quartier generale fisso del quinto corpo statunitense, una brigata farà scalo permanente in Romania, verranno rafforzati gli effettivi nei Paesi baltici, nuovi F35 prenderanno la rotta d’Oltremanica ed ulteriori difese saranno posizionate in Italia e in Germania. Non solo: Roma ha preso il comando nato in Bulgaria e in caso di necessità può rimpinguare i militari fra Sofia e Bucarest fino al numero di 8mila unità, come ha confermato lo stesso presidente Draghi. 

 


Fin qui, appunto, la lista della spesa e la nuova dislocazione in Europa, che attualmente è il fronte più caldo con cui deve confrontarsi la Nato. Ma l’argomento più atteso era naturalmente il dossier ucraino e i rapporti, sempre più tesi, con il Cremlino. "La Federazione Russa è la minaccia più significativa e diretta alla sicurezza degli alleati e alla pace e alla stabilità nell’area euro-atlantica. Cerca di stabilire sfere di influenza e controllo diretto attraverso la coercizione, la sovversione, l’aggressione e l’annessione. Utilizza mezzi convenzionali, informatici e ibridi contro di noi e i nostri partner" è questo uno dei passaggi più significativi del vertice, diffuso nel cosiddetto Strategic Concept, che sintetizza al meglio la tensione sempre più palpabile con Mosca.

 


Toni forti anche dal padrone di casa, il segretario dell’Alleanza Jens Stoltenberg: in questo vertice - ha detto - "le misure che adotteremo saranno cruciali. Continueremo a rafforzare la nostra capacità di difesa assicurando che l’Alleanza resti unita, dimostreremo che le porte della Nato restano aperte e inviteremo Svezia e Finlandia a unirsi alla nostra organizzazione, adotteremo un pacchetto di misure di sostegno all’Ucraina" perché "gli alleati della Nato restano a fianco" di Kiev. Il vertice della Nato a Madrid, secondo il vice di Lavrov agli Esteri, Ryabkov, dimostra "l’aggressività" nei confronti della Russia. La portavoce del ministero, Zakharova, ha invece ricordato che "le forniture di armi occidentali possono minacciare la sicurezza non solo in Ucraina ma anche oltre i suoi confini"; profonda disapprovazione è stata espressa per la strada ormai spianata di Svezia e Finlandia quali prossimi membri dell’Alleanza e di fronte al potenziamento dei dispositivi militari in Europa sanciti oggi a Madrid, la Russia ha annunciato che questa decisione "spingerà inevitabilmente ad adottare misure compensative".