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Ucraina, diciotto morti nella strage del centro commerciale. Zelensky: "Atto terroristico spudorato"

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Sale a 18 il bilancio delle vittime dell’attacco al centro commerciale di Kremenchuk, nella regione di Poltava in Ucraina. "Diciotto morti... Le mie più sincere condoglianze alle famiglie e ai loro cari. I soccorritori stanno continuando a lavorare", ha detto questa mattina il capo dell’amministrazione regionale di Poltava, Dmytro Lunin, fornendo in questo modo la cifra aggiornata dei deceduti in seguito al bombardamento di Kremenchuk, una città a 330 chilometri a sud-est di Kiev e a più di 200 chilometri dal fronte. Nella notte, un precedente rapporto dei servizi di emergenza aveva riportato un bilancio sedici morti e cinquantanove feriti, di cui venticinque ricoverati in ospedale.

 

La tragedia è avvenuta quando nel pomeriggio di ieri un missile russo ha colpito il centro commerciale di Kremenchuk, a quell’ora affollato. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di un "atto terroristico spudorato" da parte della Russia. Immediata la condanna da parte dei leader del G7 (Italia, Germania, Stati Uniti, Francia, Canada, Giappone, Gran Bretagna), riuniti nella Germania meridionale, per i quali "gli attacchi indiscriminati contro civili innocenti costituiscono un crimine di guerra". I sette "grandi" hanno anche aggiunto che "Il presidente russo Putin e i responsabili saranno tenuti a rispondere" ribadendo l’intenzione di "continuare a fornire sostegno finanziario, umanitario, militare e diplomatico" all’Ucraina "finché necessario".

 

 

Il presidente ucraino, Zelensky, ha aggiunto: "Questo è un attacco russo calcolato, in un centro commerciale con donne, bambini, civili comuni. Prima che fosse annunciata l’allerta aerea, c’erano circa un migliaio di persone lì. Molta gente è riuscita a uscire. Ma c’erano ancora persone dentro: lavoratori, alcuni visitatori", ha affermato.