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Putin, il discorso aggressivo a San Pietroburgo e gli errori compiuti dall'Unione Europea

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Pietro De Leo
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Un discorso dirompente e aggressivo, quello tenuto da Vladimir Putin al forum economico di San Pietroburgo. Che il leader del Cremlino denoti il fallimento delle democrazie liberali e lo smontaggio degli attuali assetti geopolitici è emerso da tempo, ben prima della crisi bellica (rileggere, a tal proposito, l’intervista al Financial Times del 2019 in cui definiva “obsoleto” il liberalismo). E però c’è un passaggio della sua prolusione particolarmente preoccupante. “Una diretta conseguenza delle azioni dei politici europei e degli eventi di quest’anno - spiega Putin - sarà un ulteriore aggravamento della disuguaglianza in questi paesi che, a sua volta, dividerà ulteriormente le loro società, e il problema non è solo nel livello di benessere, ma anche negli orientamenti valoriali dei vari gruppi di questa società”.

 

 

Putin, inoltre, preventiva “un’ondata di populismo e la crescita di movimenti estremi e radicali, gravi cambiamenti socio-economici, degrado e, nel prossimo futuro, un cambiamento delle elite”. In questa descrizione è insito l’innesco di tensioni sociali e dell’aumento delle disuguaglianze (presupposto per l’emersione di “movimenti estremi”), e proprio a questo obiettivo tendono, evidentemente, le ultime mosse adottate sul piano energetico. Perché un ribaltamento degli equilibri in gioco passa per tutto questo.

 

 

Ecco quindi che di fronte al quadro descritto da Putin risultano ancora più lampanti gli errori sin qui compiuti dall’Unione Europea, diventata player indiretto della partita bellica (com’era giusto che fosse) senza però dotarsi di una rete di protezione a tutela delle sue imprese e dei suoi cittadini. Niente tetto al prezzo del gas, per esempio, niente pnrr di guerra né misure per contrastare il morso dell’inflazione su quello costruito in fase post covid. Perché più che del tramonto delle attuali elite il tema immediato è quello dei posti di lavoro e del potere d’acquisto dei cittadini.