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Non è l'Arena, Giletti contro il politologo russo: “Le città le ho distrutte io?". Kulikov rilancia sui video con scudi umani

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“Non è possibile che lei neghi l’evidenza”. Sbotta Massimo Giletti a Non è l’arena su La7 di domenica 15 maggio quando Dmitry Kulikov insiste sulla non-guerra in Ucraina. Il conduttore e politologo russo, in collegamento, ha continuato a definire quella in Ucraina come operazione speciale, una posizione “in osservanza” alla linea del presidente russo Vladimir Putin e ha argomentato la presa di posizione causando uno scontro nel corso del programma di approfondimento politico condotto da Giletti.

 

 

“Rimango stupito, è un insulto all’intelligenza - dice ad un certo punto Giletti spazientito dall’interlocutore russo - serve onestà intellettuale: ma le città distrutte in Ucraina, le ho distrutte io? Chi le ha distrutte le città dell’Ucraina. Come si fa a negare l’evidenza, continuare a farlo non sta né il cielo né in terra.”

Kulikov replica non senza imbarazzi: “Ma vuole continuare ad urlare? Io dico e ripeto che in queste città ci sono sottodivisioni dell’esercito ucraino che stanno mandando delle sparatorie e utilizzano la popolazione civile come scudo umano. Se voi sienite giornalisti professionali - aggiunge il politologo russo - potete prendere centinaia di video e vedere che di fatto ha creato in queste zone di guerra degli scudi umani.”

 

 

 

Sempre nel corso della trasmissione, Dmitry Kulikov, ha spiegato che “voi non potete capire la differenza giuridica tra la parola guerra e l’espressione operazione speciale”. “Non chiamarla guerra è un insulto alla sua intelligenza. Io la chiamo per quella che è!”, aveva detto Massimo Giletti.

Ecco l’argomentazione del politologo russo, un racconto inaccettabile: “Nella guerra si distrugge l’avversario, mentre l’operazione speciale non lo prevede assolutamente”. Una posizione, questa rilanciata in tv domenica sera, che ha scatenato una infinità di reazioni.