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Hong Kong, arrestato il cardinal Joesph Zen. Si è sempre mobilitato contro il regime cinese

Pietro De Leo
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Arriva una notizia da Hong Kong. A ricordare ad un Occidente comprensibilmente concentrato sull’Ucraina, che il dossier Cina con il suo strame di diritti umani è sempre aperto. E’ stato infatti arrestato il cardinal Joseph Zen. Già vescovo cattolico di Hong Kong, 90enne, è stato prelevato e interrogato dalla polizia. Pare che tutto questo sia collegato al suo ruolo di amministratore del “612 Humanitarian Relief Fund”, che si è incaricato di corrispondere le spese legali per i manifestanti pro democrazia.

 

 

Il chierico, infatti, si è sempre mobilitato contro il regime cinese, ed è uno dei volti di quella chiesa cattolica che resiste alle pulsioni di un’offensiva comunista che vuole travolgere i culti religiosi locali, con massicce opere di “sinizzazione”, ossia distorsione dei culti alla mercé del dettato ideologico. Il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni osserva esprime trasmette la “preoccupazione” della Santa Sede, in attesa dell’evoluzione della vicenda.  Dopo qualche ora, è stato rilasciato su cauzione. Quanto accaduto, tuttavia, non lascia indifferente la politica italiana, con i deputati Formentini e Zoffilli che definiscono “gravissimo” l’arresto del Cardinale. “L’Europa intera -proseguono- faccia sentire la propria voce. Il regime di Pechino non può continuare a ridurre al silenzio ogni voce libera che crede negli stessi valori e principi su cui poggiano gli stessi pilastri dell’Occidente”.

 

 

Peraltro, va detto che Zen aveva espresso più di una perplessità circa l’intesa tra Cina e Vaticano sull’esercizio del culto e il potere di nomina dei vescovi che ha il regime di Pechino. Un accordo il cui rinnovo era stato avversato dall’Amministrazione Trump, invano. Questo arresto cade in un momento storico fondamentale, di ridisegno degli assetti globali. E ci ricorda che, dovendo esso necessariamente avvenire, non può prescindere dal rispetto delle libertà e dei diritti umani come criterio di interlocuzione. Criterio che, in questi vent’anni, è stato troppo spesso tralasciato nei rapporti con la Cina.