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Ali Agca, chi è il terrorista che tentò di uccidere Papa Giovanni Paolo II. L'omicidio di Abdi Ipekci e il caso di Emanuela Orlandi

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Un'intervista esclusiva, direttamente dalla Turchia, all'uomo che tentò di uccidere Papa Giovanni Paolo II, andrà in onda questa sera, mercoledì 11 maggio, su La7 durante Atlantide. Andrea Purgatori ha infatti parlato con Ali Agca, il terrorista turco che cercò di togliere la vita a Karol Wojtyla il 13 maggio 1981.

 

 

Nato nel 1958 in Turchia, Mehmet Ali Agca ha militato nell'organizzazione terroristica di estrema destra Lupi Grigi. Partecipò alla preparazione dell'attentato in cui morì il giornalista Abdi Ipekci, direttore del quotidiano liberale Milliyet, a seguito del quale finì in carcere. Ma il 25 novembre 1979 riuscì ad evadere dal carcere di massima sicurezza di Kartal Maltepe, in cui era detenuto, e da quel momento iniziò a minacciare di morte Papa Giovanni Paolo II. Dopo circa due anni, il 13 maggio 1981, il Santo Padre venne ferito da due colpi di pistola, sparati proprio da Ali Agca pochi minuti dopo del suo ingresso in piazza San Pietro. Provò a scappare, ma nella fuga perse la pistola e venne bloccato da alcuni astanti e, in seguito, arrestato. I giudici della corte d'assise lo condannarono all'ergastolo per tentato omicidio di Capo di Stato estero. Ali Agca non presentò appello contro la sentenza di condanna, la cui motivazione esplicitava che l'attentato "non fu opera di un maniaco, ma venne preparato da un'organizzazione eversiva rimasta nell'ombra". La difesa invece sostenne che il terrorista aveva agito da solo, in preda a una schizofrenia paranoica, mossa dal desiderio di diventare un eroe del mondo musulmano. Dopo un'amnistia, la sua pena venne commutata in dieci anni di reclusione.

 

 

Nel 1983 Ali Agca ricevette anche la visita del Papa in carcere, due giorni dopo Natale. Cosa si dissero non si è mai saputo, ma i due parlarono per lungo tempo da soli. Il 20 febbraio 1987, Papa Giovanni Paolo II ricevette anche la madre e il fratello dell'attentatore, che gli chiesero di intercedere per la grazia. Nel frattempo, Agca si era contraddistinto per la buona condotta in carcere, con la pena che diminuì dopo una serie di provvedimenti che consentirono di abbreviare il termine di 26 anni di reclusione, scontati i quali un ergastolano, in base al diritto italiano, può chiedere la libertà condizionata. Nel 2000 ha ricevutola grazia dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, con Agca che venne estradato dall'Italia rientrando in Turchia, dove rientrò in carcere. Il 12 gennaio 2006 uscì dal carcere di Kartal a Istanbul, ma dopo soli nove giorni di libertà la Corte suprema turca ordinò che fosse nuovamente imprigionato per un errato computo nella diminuzione della pena. L'ordinanza di carcerazione fu eseguita il 20 gennaio 2006. Scarcerato il 18 gennaio 2010, il mese successivo ha incontrato il fratello di Emanuela Orlandi dichiarando che sarebbe ancora viva, ma alle parole non sono seguiti fatti concreti.