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Boris Becker in carcere, bancarotta e reati fiscali: la leggenda del tennis condannato a due anni e mezzo

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L’ex campione di tennis Boris Becker, uno dei più grandi tennisti del mondo a cavallo degli anni ’80 e ’90, è stato condannato da un tribunale di Londra a due anni e mezzo di reclusione per bancarotta e reati fiscali. Becker è accusato di aver trasferito illecitamente grandi quantità di denaro e aver nascosto beni dopo essere stato dichiarato fallito. Il tre volte campione di Wimbledon è stato condannato all’inizio di aprile per quattro capi d’accusa, e ai sensi della legge sull’insolvenza rischiava una pena massima di sette anni di carcere. La giudice Deborah Taylor ha annunciato la sentenza dopo aver ascoltato le argomentazioni sia del pubblico ministero che dell’avvocato di Becker.

 

 

È stato scoperto che il tedesco, 54 anni, ha trasferito centinaia di migliaia di sterline dopo il fallimento del giugno 2017 dal suo conto aziendale ad altri conti, compresi quelli della ex moglie Barbara e della moglie da cui si era separato, Sharlely Lilly Becker. Becker è stato anche condannato per non aver dichiarato una proprietà in Germania e aver nascosto un prestito bancario di 825mila euro e azioni di un’azienda tecnologica. La giuria della Southwark Crown Court di Londra lo ha assolto da altri 20 capi di imputazione, comprese le accuse di non aver consegnato i suoi numerosi premi, tra cui due trofei di Wimbledon e una medaglia d’oro olimpica. Becker, giunto in tribunale con una cravatta a righe nei colori viola e verde di Wimbledon, è entrato mano nella mano con la fidanzata Lilian de Carvalho Monteiro. L’ex tennista, sei volte vincitore di tornei del Grande Slam, ha negato tutte le accuse, dicendo di aver collaborato con amministratori incaricati di proteggere i suoi beni - anche offrendo la sua fede nuziale - e di aver agito su consiglio di esperti. All’udienza, il pubblico ministero Rebecca Chalkley ha detto che Becker ha agito "deliberatamente e in modo disonesto" e che stava ancora "cercando di incolpare gli altri". L’avvocato difensore Jonathan Laidlaw ha chiesto clemenza, dicendo che il suo cliente non aveva speso soldi per uno "stile di vita sontuoso" ma piuttosto per il mantenimento dei figli, l’affitto e le spese legali e aziendali. Becker, ha detto alla corte, ha subito "pubbliche umiliazioni" e non ha potenziali guadagni futuri.

 

 

Il fallimento di Becker è derivato da un prestito di 4,6 milioni di euro (5 milioni di dollari) da una banca privata nel 2013, oltre a circa 1,6 milioni di dollari presi in prestito da un uomo d’affari britannico l’anno successivo, secondo la testimonianza al processo. In tribunale, Becker ha detto che i suoi 50 milioni di dollari di guadagni in carriera sono stati prosciugati da un "divorzio costoso" e dai debiti. L’ex campione, che vive nel Regno Unito dal 2012, è salito alla ribalta internazionale nel 1985 all’età di 17 anni, quando è diventato il primo giocatore non testa di serie a vincere il titolo di Wimbledon in singolare, e in seguito è salito al numero 1 della classifica mondiale.