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Cina, Shanghai nel caos: droni e cani-robot per controllare le persone durante il lockdown

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Più passano i giorni, più l’immane sforzo della Cina per contenere (e possibilmente azzerare) i contagi della variante Omicron, che dall’inizio di marzo a Shanghai hanno ripreso a salire, appare una battaglia disperata e dalle conseguenze potenzialmente disastrose per l’economia interna e per quella globale.

 

 

Di fatto la megalopoli cinese è nel caos più totale: 26 milioni di abitanti per lo più prigionieri in casa o nei centri di isolamento, senza preavviso (in origine il piano era di chiudere per cinque giorni metà città e per i cinque successivi l’altra metà) lasciando molti senza viveri o medicine; testare a tappeto più volte l’intera cittadinanza isolando in strutture per la quarantena i positivi asintomatici (la stragrande maggioranza) e i loro contatti più vicini e ricoverando i malati di covid in ospedali dove chi è affetto da altre patologie non è ammesso; separare figli piccoli e genitori infetti (regola annullata dopo le polemiche suscitate); e, infine, bloccare letteralmente la capitale economica del paese è una strategia che riporta con la mente a dove tutto è cominciato, a Wuhan e in altre regioni cinesi all’inizio del 2020. Un lockdown rigido che mette a dura prova gli abitanti - con cani-robot in strada e droni in volo sopra ai palazzi - anche se alcune restrizioni sono state parzialmente revocate in qualche area. Abitanti esausti, che non ne possono più. 

 

 

Il consolato italiano a Shanghai suggerisce ai connazionali "Account utili per consegne di alimentari e acqua" e invita a contattare i numeri di emergenza del consolato generale attivi 24 ore su 24 «in caso di difficoltà nel reperire cibo ed acqua o ad accedere a cure di emergenza», ricordando che «è permesso» recarsi presso aeroporti e stazioni «solo» con il permesso del proprio comitato di quartiere, oltre a dover avere il referto con esito negativo di un tampone molecolare effettuato entro 48 ore e di un test antigenico effettuato entro 24 ore.