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Ucraina e Russia, la guerra 4.0: le informazioni sono armi e i dati personali bottino di combattimento

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L'invasione dell’Ucraina da parte della Russia è l’esempio di un evento bellico perfettamente calato nell’epoca in cui la propaganda ideologica si intreccia con le logiche della comunicazione globale. Per questo motivo, integrato nel terreno di guerra troviamo quello del cyberspazio e dell’informazione, su cui il governo del Cremlino ha giocato da protagonista, negli anni, per l’orientamento delle coscienze. D’altronde, basta leggere l’ultima relazione del Copasir per comprendere l’essenza di un allarme, quello del condizionamento dell’opinione pubblica attraverso una costante opera di incursioni informatiche. E’ il cosiddetto sharp power, che penetra nell’anima delle società occidentali come il coltello che fende il burro. Per questo motivo, parte della controffensiva, che provenga da entità statali o da squadre di hacker (è il caso, ad esempio, di Anonymous) viene diretta contro i fulcri della propaganda.

 

 

La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Lyen, ieri, ha annunciato la messa al bando di Russia Today e di Sputnik. Realtà, veicolo di informazione filogovernative, contro cui la Romania già sta passando alle vie di fatto, per renderle irraggiungibili. Quanto a Sputnik, inoltre, i giornalisti che operano nella redazione moldava si sono dimessi in blocco, disapprovando la linea della testata sull’attacco all’Ucraina. Ma non finisce qui.

 

 

In Kazakhstan, l’operatore web della regione di Karaganda ha dato notizia dell’imminente oscuramento dei canali tv russi, proprio per congelare un terreno di coltura della propaganda. Così come, sempre ieri, da parte del collettivo Anonymous si sono stati lanciati attacchi informatici contro entità mediatiche russe, tra cui l’agenzia di stampa Tass. Per finire, Meta ha oscurato una quarantina di una quarantina di account Facebook e Instagram, responsabili di un’opera di disinformazione sull’attacco in Ucraina. Peraltro, sempre Meta denuncia un’opera di phising, ossia captazione di dati personali attraverso “mail trappola”, che sarebbe stata portata avanti da un account chiamato Ghostwriter. Tutto questo, quindi, dà l’idea di un’entità di una “guerra 4.0”, dove le informazioni sono armi e i dati personali possono costituire bottino di combattimento.