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Guerra in Ucraina, l'accusa di Kiev: bombe nei giocattoli, così la Russia uccide i nostri bambini

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Un nuovo scenario, terrificante, del conflitto in Ucraina: i russi starebbero distribuendo giocattoli per bambini, oltre ad altri oggetti, pieni di esplosivo. Se confermata, l'accusa lanciata da Kiev risulterebbe gravissima. "Nella regione di Sumy, gli aerei disperdono giocattoli per bambini, telefoni cellulari e oggetti di valore pieni di esplosivo". Nella guerra di accuse e successi, tutti da verificare, che russi e ucraini si scambiano dall'inizio dell'attacco di Mosca arriva quindi anche questa informazione, rigirata dai media ucraini e attribuita a fonti dell'amministrazione militare. Ma l'insinuazione contrasterebbe con le modalità dell'occupazione - meno problematica che in altri fronti - della città nord orientale ucraina di Sumy, capoluogo dell'omonima regione, 200 km a ovest dal confine russo.

 

 

L'annuncio viene dato su Twitter anche dalla Verchovna Rada, il parlamento monocamerale dell’Ucraina "State attenti. Nella regione di Sumy, gli aerei russi disperdono giocattoli per bambini, telefoni cellulari e oggetti di valore pieni di esplosivo". Mosse disgustose, se dovessero risultare vere, quelle messe in campo dall'esercito di Putin.

 

 

Secondo quanto riportato dal ministro della Salute ucraino, Viktor Lyashko, alle prime luci dell'alba di sabato 26 febbraio sarebbero stati circa 200 gli ucraini, tra cui tre bambini, ad aver perso la vita in conseguenza dell’invasione dei militari russi. I feriti ammonterebbero a 1.115 persone, inclusi 33 bambini. Una cosa, intanto, è certa: anche i paesi dell'est Europa si sono schierati contro la Russia e non si tirano indietro davanti alle richieste di aiuto dall'Ucraina. In Polonia sono migliaia le persone che hanno raccolto l'appello sanitario delle strutture ucraine: donare il sangue. In un Paese con poco cibo e senza medicinali, in una fase della guerra come quella attuale, il sangue è prezioso per curare i feriti e ovviamente non solo. "Abbiamo bisogno di sangue, medicine e armi" è il messaggio ribadito via social e i polacchi non hanno esitato. Si sono messi in coda per donare e cercare di aiutare l'Ucraina, brutalmente aggredita dalla Russia di Vladimir Putin.