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Crisi Ucraina, salta incontro Biden-Putin. Usa e Canada inviano altri soldati al confine

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Uno dei momenti più attesi sul fronte crisi Ucraina era quello dell'incontro che sembrava ormai imminente tra il presidente degli Stati Uniti d'America, Joe Biden, e il presidente della Russia, Vladimir Putin. Ma come fanno sapere dalla Casa Bianca, il meeting non è al momento in programma. La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha spiegato che "gli Usa non chiuderanno mai completamente la porta alla diplomazia", ma allo stesso tempo è necessario un cambiamento di atteggiamento da parte della Russia. I dettagli di un eventuale incontro tra i due presidenti, ha detto Psaki, avrebbero dovuto essere discussi tra i capi delle due diplomazie, il segretario di Stato Antony Blinken e il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che avrebbero dovuto incontrarsi giovedì, ma il loro colloquio è stato cancellato. Per gli Usa non ci sono dubbi: in Ucraina la Russia ha fatto esplodere una "crisi artificiale", una situazione d’instabilità creata ad arte per raggiungere uno scopo già prefissato fin dall’inizio, in questo caso l’invasione dell’Ucraina. Questo il pensiero espresso dal segretario di stato americano Antony Blinken in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba a Washington. Blinken già aveva affermato in altre occasioni che l’ingresso delle forze russe sul territorio di Kiev era stato "da sempre" il piano di Putin, un concetto che avrebbe dunque trovato una drammatica conferma. Il piano del leader del Cremlino, ha detto Blinken, "è sempre stato quello di invadere l’Ucraina, per controllare l’Ucraina e il suo popolo, distruggere la democrazia ucraina che evidenzia un netto contrasto con l’autocrazia da lui mantenuta". Non a caso, sottolinea Blinken, Putin "rivendica l’Ucraina come parte della Russia. Ecco perché questa è la più grande minaccia alla sicurezza in Europa dalla seconda guerra mondiale".

 

 

Intanto, in attesa di un possibile inizio del conflitto, gli Stati Uniti hanno deciso di inviare ai paesi Baltici circa 800 soldati di un battaglione di fanteria, provenienti da altre località in Europa, secondo quanto riporta un alto funzionario della difesa. Invieranno inoltre 40 aerei d’attacco per rinforzare le difese dei paesi sul fianco orientale della Nato e sarà inoltre trasferito un contingente di caccia d’assalto F-35 e di elicotteri d’attacco AH-64 Apache. La mossa, comunque, è stata descritta da Biden come puramente "difensiva: non abbiamo intenzione di combattere la Russia", ha affermato. Nuove truppe verranno inviate anche dal Canada, che spedirà in Lettonia e nella regione circostante fino a 460 ulteriori membri delle forze armate per rafforzare la Nato. Le nuove truppe si aggiungeranno ai 540 militari già schierati.

 

 

In tutto questo marasma, però, c'è anche chi appoggia la mossa di Putin: si tratta dell'ex presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, che lo definisce addirittura un genio e pensa a mosse simili anche al confine statunitense. "Mi sono detto questo è un genio. Putin ha dichiarato che gran parte dell’Ucraina è indipendente, è meraviglioso. Quanto è intelligente? Entrerà e farà il peacekeeper. Questa è la forza di pace più forte. Potremmo usarlo sul nostro confine meridionale (riferendosi al Messico, ndr). Manterranno la pace", ha detto a una trasmissione locale.