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Ucraina, Stoltenberg (Nato): "Russia cerca preteso per attaccare"

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"La Russia sta cercando un pretesto per attaccare l'Ucraina". Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in conferenza stampa dopo la prima giornata di riunione dei ministri della Difesa alleati, è chiaro: al momento non ci sono segnali di de-escalation russa. Anzi. Finora non si sono visti segnali di ritiro di uomini e materiali dal confine ucraino, "ma questo può cambiare perché non è troppo tardi per Mosca per scegliere la pace". I ministri, spiega Stoltenberg, hanno affrontato la situazione al confine ucraino. "È stata una discussione significativa, gli alleati accolgono tutti gli sforzi diplomatici, così come i segnali da Mosca a far continuare la diplomazia. Ma finora non abbiamo visto alcun segno di de-escalation sul terreno. Ad oggi vediamo che la Russia mantiene forze di invasione pronte all’attacco, la maggiore concentrazione di forze dalla Guerra Fredda. Ci sarebbero costi alti in caso di attacco russo. La Nato è pronta al dialogo ma è anche preparata al peggio". Di sicuro, non scenderà a compromessi sui principi chiave. "L’intelligence conferma con le immagini satellitari che non c’è un ritiro da parte della Russia. Il dispiegamento russo è quello che avevamo previsto mesi fa ed è avvenuto. Su questo, non abbiamo mai detto di avere la certezza delle intenzioni. Quello che sappiamo riguarda la capacità e la forza di Mosca, pronta ad attacare con poco preavviso o nullo, ma non abbiamo la certezza di cosa farà con quelle capacità".

 

 

Stoltenberg ha quindi spiegato che i ministri della Difesa della Nato hanno deciso di sviluppare delle opzioni per la deterrenza e la difesa, come gruppi di combattimento nella parte orientale e centrale dell’Alleanza: "La Nato è una alleanza di deterrenza, non una minaccia per la Russia. Ma Mosca ha dimostrato di contestare i fondamentali per la nostra sicurezza e ha dimostrato la volontà di usare la forza verso altri Paesi e per cambiare principi importanti per la nostra sicurezza collettiva. Per questo, dobbiamo considerare degli aggiustamenti per quanto riguarda la presenza. In un modo difensivo abbiamo aumentato la presenza a est e stiamo considerando di aumentarla ancora, questo per rispondere a tutte le contingenze". "La situazione - ha proseguito il segretario generale della Nato - ha dimostrato che affrontiamo una crisi della sicurezza in Europa. Mosca ha reso chiaro di essere pronta a contestare i fondamentali della sicurezza europea e di farlo con la forza. Mi dispiace dire che questa è la nuova normalità in Europa. Per questo i ministri hanno deciso di sviluppare opzioni per rafforzare ulteriormente la difesa e la deterrenza della Nato, incluso il considerare di stabilire nuovi gruppi di combattimento della Nato nell’Europa centrale e nell’Europa meridionale. La Romania è pronta ad ospitare i gruppi di combattimento e la Francia è pronta a guidarli, così come altri alleati hanno espresso la volontà di farne parte. I nostri comandi militari lavoreranno sui dettagli e ci daranno un riscontro nel giro di qualche settimana. C’è una forte volontà e prontezza, ma la decisione finale non è stata presa ancora: la prenderemo in base alle decisioni dei comandi militari".

 

 

Stamani, però, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, in una conferenza stampa congiunta con Luigi Di Maio, ha accusato la Nato di fare "ciò di cui ci accusa". Lavrov ha letto le dichiarazioni dei ministri della Difesa Nato pubblicate ieri, e ha affermato che l’Alleanza Atlantica ha rimproverato Mosca per aver semplicemente dispiegato le truppe nel proprio territorio. Inoltre il ministro ha affermato che Mosca sarebbe lieta di lavorare al Consiglio Russia-Nato, ma che l’Alleanza ha reso questo impossibile, ostacolando i diplomatici russi. "Alla fine abbiamo deciso di non partecipare a questo spettacolo e abbiamo detto che conviene congelare la missione finché la Nato non sarà matura".