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Crisi Ucraina, nessuna svolta. Biden a Putin: "Se invadi pesanti costi alla Russia"

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Una conversazione "equilibrata e professionale" quella tra i presidenti di Usa e Russia, come è stata definita da Yury Ushakov, consigliere per la politica estera di Vladimir Putin. Nella sostanza, comunque, la svolta auspicata non è arrivata. In una telefonata durata poco più di un’ora, i due leader hanno sostanzialmente ribadito le proprie posizioni. Joe Biden ha avvertito che in caso di attacco l’Occidente risponderà in modo "deciso". La Casa Bianca fa sapere, infatti, che "il presidente Biden ha parlato con il presidente Vladimir Putin per chiarire che se la Russia invaderà l’Ucraina gli Stati Uniti e i nostri alleati imporranno rapidi e pesanti costi alla Russia. Il presidente Biden ha quindi esortato Putin nella risoluzione dell’escalation e nella diplomazia". 

 


Niente di nuovo insomma sul fronte orientale. Lavrov, comunque, ha "negato che la Russia abbia intenzione di invadere l’Ucraina". Biden, da parte sua, ha fatto sapere: "Continuiamo a sollecitare la diplomazia come modo migliore per andare avanti. Ma con la Russia che continua a rafforzare le sue forze intorno all’ Ucraina, siamo pronti, qualunque cosa accada". Putin, invece, ha detto di non comprendere come mai gli Stati Uniti diffondano notizie false circa l’intenzione della Russia di invadere l’Ucraina.

 

 

Lavorare uniti per "evitare un’escalation": è il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a tracciare la linea italiana sulla crisi ucraina. Il titolare della Farnesina mette in chiaro che l’Italia "riconosce pienamente" l’integrità territoriale dell’Ucraina e "il diritto di tutti gli stati sovrani a determinare le proprie alleanze" ma, allo stesso tempo, occorre mantenere aperto un canale di dialogo con Mosca. La speranza è che "il prima possibile" possano arrivare segnali "tangibili" che portino verso una soluzione diplomatica della crisi. Nel frattempo, "in via precauzionale", la Farnesina invita tutti i cittadini italiani presenti in Ucraina a rientrare con mezzi commerciali e a posticipare tutti i viaggi verso Kiev. Inoltre è stato deciso di far rientrare tutto il personale non essenziale della sede diplomatica.