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Neonato disperso a Kabul durante l'evacuazione, restituito alla famiglia dopo mesi di ricerche

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Una storia a lieto fine dall'Afghanistan. E' infatti stato riunito alla sua famiglia il bambino di due mesi che ad agosto era stato separato dai genitori durante i caotici momenti dell’evacuazione da Kabul dopo la salita al potere dei Talebani. Tentando di fuggire, i genitori avevano consegnato Sohail Ahmadi a un soldato americano oltre la recinzione, per proteggerlo dalle migliaia di persone che si erano accalcate all’aeroporto di Kabul.

 

 

Una volta all’interno dello scalo, il piccolo non era stato più ritrovato. La ricerca frenetica non aveva dato buon esito e il padre del piccolo, Mirza Ali Ahmadi che aveva lavorato come guardia della sicurezza all’ambasciata americana a Kabul, sua madre Suraya e gli altri quattro figli erano stati fatti salire su un volo per l’evacuazione. Per quattro mesi i genitori non hanno avuto idea di dove fosse il loro figlio minore. Solo a novembre, ha spiegato la Bbc, il piccolo è stato rintracciato a casa di un tassista di 29 anni, Hamid Safi.

 

 

Questi ha raccontato di aver trovato Sohail da solo a piangere e per terra all’aeroporto e di averlo portato a casa dalla moglie e dagli altri figli dopo non aver trovato i suoi parenti. Lo ha chiamato Mohammad Abed e ha postato la sua foto insieme a quella dei suoi figli sulla sua pagina Facebook. Una volta riconosciuto, il nonno del bambino, Mohammad Qasem Razawi che vive nella provincia nord-orientale del Badakhshan, ha raggiunto Kabul per chiedere che il bambino fosse restituito. I Talebani hanno supervisionato un accordo tra le famiglie e il piccolo è stato ora finalmente riunito ai genitori naturali e ai fratelli. La famiglia è finalmente riunita.