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Peng Shuai e il sesso con il vicepremier: "Nel panico ho ceduto. Ma voglio dire la verità anche a costo della vita"

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Emergono ulteriori dettagli sulla vicenda di Peng Shuai, la tennista cinese che ha denunciato qualche settimana fa un'aggressione sessuale da parte di un alto funzionario del governo. Lo aveva fatto in un post su Weibo, poi rimosso immediatamente. Peng è poi scomparsa dalla scena pubblica. "Non è facile parlarne, ma voglio che venga fuori. Fino a che punto mi sento ipocrita. Confesso di non essere una brava ragazza, anzi, sono una cattiva, una pessima ragazza. Circa tre anni fa tu, vice premier Zhang Gaoli, sei andato in pensione e hai chiesto al dottor Liu, del Tianjin Tennis Centre, di contattarmi per fissare una partita di tennis con me, al Kangming Hotel di Pechino", questo l'incipit del post pubblicato il mese scorso, recuperato nella giornata di lunedì 6 dicembre

 

 

"Dopo aver giocato a tennis la mattina, tu e tua moglie Kang Jie mi avete condotto a casa vostra - è poi proseguito il post -. Poi tu mi hai portato in una stanza e, proprio come a Tianjin più di dieci anni fa, mi hai detto che volevi fare sesso con me. Ero molto spaventata quel pomeriggio, non mi aspettavo che la cosa potesse accadere così, con una guardia fuori della porta, perché era impossibile far credere che tua moglie avrebbe acconsentito a una cosa del genere. Avevamo fatto sesso una volta, sette anni prima, e poi tu eri andato a Pechino per partecipare alla commissione permanente del partito comunista. Da molto tempo avevo sepolto la nostra storia nel mio cuore, visto che non avevi intenzione di accollarti nessuna responsabilità. Ma allora, perché sei venuto a cercarmi nuovamente, per portarmi a casa tua e costringermi a fare sesso con te?", ha spiegato Peng Shuai nel testo integrale riportato lunedì 6 dicembre sul Corriere della Sera. "Dopo cena, hai detto che non mi avevi mai dimenticata in quei sette anni, e che avrei dovuto essere carina con te, e via dicendo. Mi sentivo invadere dal panico, ma alla fine ho ceduto. Sì, abbiamo fatto sesso. Da quel giorno, ho sentito di nuovo sbocciare l’amore per te", ha continuato l’ex numero 1 nel doppio femminile.

 

 

Peng Shuai ha quindi aggiunto: "Poi sei sparito nuovamente, come avevi fatto sette anni fa. Hai detto che non c’era nessun impegno tra di noi - uno dei passaggi chiave del post -. Avevi sempre paura che avrei portato con me un registratore, per raccogliere prove. Non ho nulla per provare quanto è accaduto, né audio, né video, solo l’esperienza reale della mia vita stravolta. Ma anche se rischio di disintegrarmi, come un uovo scagliato contro una roccia, sono pronta a dire la verità sul tuo conto. Io sono una cattiva ragazza che non merita di diventare madre. Tu sei padre di un figlio e di una figlia. Dopo tutto quello che hai fatto in questa vita, saprai guardarli in faccia con la coscienza tranquilla?", ha concluso la tennista. Un testo che senza dubbio farà ancora discutere e provocherà delle conseguenze.