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Joe Biden ha ordinato di desecretare i documenti sull'attentato alle Torri Gemelle: prove di coinvolgimento saudita?

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Potrebbe aprirsi un nuovo capitolo di verità su uno degli episodi più significativi della recente storia mondiale, la miccia da cui è scaturito, fra guerre e rivoluzioni, l'attuale panorama geopolitico della comunità delle nazioni: l'attentato alle Torri Gemelle, a New York, in quel giorno ormai entrato nella storia, l'11 settembre 2001.. A una settimana dai venti anni degli attentati terroristici, il presidente Usa Joe Biden ha infatti ordinato di desecretare alcuni documenti riservati relativi agli attacchi. Un gesto a sostegno delle famiglie delle vittime che da tempo cercano di accedere ai dossier nella speranza di provare il coinvolgimento del governo saudita negli attentati. "Gli eventi in questione si sono verificati due decenni fa o più e riguardano un momento tragico che continua a risuonare nella storia americana e nella vita di tanti americani - si legge nell’ordine esecutivo, siglato da Biden -. È quindi fondamentale garantire che il governo massimizzi la trasparenza, basandosi sulla classificazione solo quando strettamente necessaria". Il 46esimo presidente ha affermato di aver così rispettato la promessa fatta in campagna elettorale e ha garantito che la sua amministrazione "continuerà a impegnarsi rispettosamente con i membri della comunità".

 

 


Il mese scorso diversi parenti delle vittime, sopravvissuti e primi soccorritori si erano detti contrari alla partecipazione di Biden agli eventi commemorativi dell’11 settembre se i documenti fossero rimasti riservati. Non è ancora chiaro quale impatto potrebbe avere l’ordine esecutivo sulla ricostruzione dei fatti. I documenti resi pubblici finora hanno provato numerosi coinvolgimenti dei sauditi ma mai la complicità del governo. Una causa presentata alla corte federale di New York sostiene che i funzionari del regno abbiano fornito un supporto significativo ad alcuni dirottatori prima degli attacchi. Ma Riyad ha sempre negato ogni responsabilità. 

 


Sebbene siano stati rilasciati molti documenti che esaminano potenziali legami sauditi, i funzionari statunitensi ne hanno a lungo considerato altri come troppo sensibili per la divulgazione. Giovedì le famiglie delle vittime e i sopravvissuti hanno esortato l’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia a indagare sull’apparente incapacità dell’ Fbi di individuare le prove chiave che stavano cercando. Il Dipartimento di Giustizia ha rivelato il mese scorso che la polizia federale aveva recentemente completato un’indagine che esaminava alcuni dirottatori dell’11 settembre e potenziali co-cospiratori, e che stava lavorando per fornire maggiori informazioni. Secondo i termini dell’ordine esecutivo, l’Fbi dovrà completare entro l’11 settembre la sua revisione di declassificazione dei documenti di tale indagine. Documenti aggiuntivi, inclusi dati telefonici e bancari e risultati investigativi, devono essere riesaminati in un’ottica di divulgazione nel corso dei prossimi sei mesi.