Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Afghanistan, famiglia con 7 bambini massacrata nel raid americano. Il racconto shock della sopravvissuta

  • a
  • a
  • a

Dieci civili afghani, tra cui sette bambini, sono rimasti uccisi in un attacco via drone sferrato ieri a Kabul dalle forze americane. A denunciarlo, secondo quanto riportato sia da Al Jazeera che dal New York Times, è una famiglia afghana la cui abitazione è stata colpita da uno dei missili sganciati dagli Usa, che a loro volta, questa mattina, avrebbero intercettato alcuni razzi diretti verso l’aeroporto di Kabul, dove fervono le operazioni di rimpatrio in vista della deadline fissata per il 31 agosto. Il Pentagono ieri aveva reso noto che un attacco coi droni aveva fatto esplodere un veicolo carico di esplosivo che il gruppo terroristico Khorasan legato all’Isis, già autore dell’attentato di qualche giorno fa, avrebbe voluto far esplodere all’aeroporto di Kabul. 

 

 

La Difesa statunitense aveva affermato che nessun civile era rimasto ucciso nell’operazione, ma stamattina Zemari Ahmadi, afghano membro della Ong Nutrition and Education International, ha accusato gli Usa di aver bombardato la propria casa uccidendo i 10 familiari che la abitavano al momento, mentre lui stesso si trovava al lavoro. La figlia del signor Ahmadi, Samia, 21 anni, era in casa quando è stata colpita dall’onda d’urto. "All’inizio ho pensato che fossero i talebani", ha detto. "Invece era opera degli americani". Samia ha raccontato al New York Times di essere uscita barcollando, soffocando, e di aver visto i corpi dei suoi fratelli e dei suoi parenti. "Ho visto l’intera scena", ha detto. "C’erano pezzi di carne bruciata ovunque".

 

 

Tra i morti anche il suo fidanzato, Ahmad Naser, 30 anni, un ex ufficiale dell’esercito e appaltatore dell’esercito americano che era arrivato da Herat, nell’Afghanistan occidentale, nella speranza di essere evacuato da Kabul. Sulle accuse di aver causato vittime civili nel raid si è poi pronunciato anche il portavoce del Pentagono, John Kirby: "Stiamo valutando e stiamo indagando". "Non sbagliatevi, nessun esercito sulla faccia della Terra lavora in modo più duro di quello degli Stati Uniti per evitare vittime civili e nessuno vuole vedere la perdita di vite innocenti", ha detto Kirby nel corso del briefing, difendendo però le informazioni di intelligence "su quella che abbiamo ritenuto una minaccia molto reale, molto specifica e molto imminente" contro l’aeroporto di Kabul e soldati e civili lì vicino.