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Afghanistan, primo atto di vendetta Usa sull'Isis: terrorista ucciso con un drone

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Un pianificatore dell'Isis-K (l'organizzazione terroristica affiliata allo Stato islamico) è stato ucciso dagli Stati Uniti, come prima rappresaglia dopo l'attentato all'aeroporto di Kabul di giovedì 26 agosto. Il portavoce del Central Comand, Bill Urban, ha riferito che in un attacco con un drone è stato appunto ucciso un pianificatore dell’Isis-K nella provincia afghana di Nangarhar. Nell’attacco, ha detto, non ci sarebbero state vittime civili. Nell’attacco di giovedì nei pressi dell’Abbey Gate dell’aeroporto di Kabul, durante le operazioni di evacuazione dalla capitale afghana, sono state uccise almeno un centinaio di persone, tra le quali 13 militari Usa.

 

 

Intanto l’ambasciata Usa a Kabul ha diramato un nuovo allarme per i suoi cittadini presenti all’aeroporto della capitale. Nelle prime ore di sabato 28 agosto è stato detto a tutti i cittadini Usa di allontanarsi immediatamente dagli accessi denominati Abbey gate, East gate e North gate. E' stata inoltre confermata l’indicazione di evitare di recarsi all’aeroporto

 

 

"Quanto accaduto a Kabul credo sia uno stimolo alle azioni emulative. Non solo. La vittoria dei talebani spingerà alcuni gruppi, e anche singoli, ad agire. La minaccia per l’Europa resta elevata. L’organizzazione dello Stato islamico non è più efficace e strutturata come nel 2015-2017. Ma rimane la potenzialità. Un appello dei gruppi che dovessero imporsi in Afghanistan potrebbe spingere per nuovi attentati". Queste le parole in un’intervista a Il Giornale di Claudio Bertolotti, analista strategico, per due anni capo sezione contro-intelligence e sicurezza di Isaf. "Che ci si concentri contro Isis-K, e non contro Al Qaida, significa che gli americani non sono riusciti a estirpare Al Qaida ma hanno favorito il proliferare di nuovi gruppi terroristici", ha aggiunto. Ora tocca ad Isis-K. La sigla "non è nuova, nasce a novembre del 2014, succursale afghana dello Stato islamico di Siria e Iraq. Attorno al nuovo nucleo confluiscono ex componenti dell’Isis, militanti pakistani, estremisti dell’Uzbekistan, a cui si aggiungono reduci di guerra in Siria e Iraq, che con la loro diaspora creano un gruppo con una visione globale, e sono interessati alla lotta a oltranza transnazionale, a differenza dei talebani. L’Afghanistan per loro è un punto di partenza", la tesi di Bertolotti.