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Afghanistan, i Talebani: "Le donne non possono lavorare. Americani fuori entro il 31 agosto"

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"Non prolungheremo la scadenza della permanenza Usa, il 31 agosto è la data scelta da loro e hanno avuto tutte le opportunità per portare via il loro personale. Non permetteremo l’evacuazione degli afghani". Lo ha detto Zabihullah Mujahid, portavoce dei talebani, in conferenza stampa. L'uomo della comunicazione dei miliziani ha anche detto che per ora non è concesso lavorare alle donne per presunti motivi di tutela di queste ultime: "Le donne in questo momento a Kabul non possono lavorare perchè manca la sicurezza, ma torneranno quando la situazione si sarà stabilizzata". Non è dato capire quali siano le ragioni di sicurezza al momento assenti, dal momento che sono gli stessi Talebani a gestirla in toto. 

 

 

Lo stesso Mujahid, sempre nel vano tentativo di trasmettere un'immagine rasserenante degli estremisti 2.0, ad uso e consumo delle inquietudini occidentali, ha anche ribadito che "non stiamo inseguendo e dando la caccia a nessuno, nessun incidente" si è verificato "in nessuna parte del Paese, non abbiamo nessuna lista, non stiamo inseguendo nessuno, abbiamo annunciato l’amnistia e cerchiamo di portare pace e sicurezza". E sulla resistenza anti Talebana nel Panshir, dove il figlio del generale Ahmad Shah Massoud ha radunato migliaia di uomini, Zabihulla ha invitato alla calma, specificando che la situazione nella regione del Nord Est "non costituisce un grande problema": "sono in corso discussioni sulla risoluzione della questione, l’Emirato Islamico ha annunciato che la guerra in Afghanistan è finita e non vogliamo che venga sparato nemmeno un proiettile". 

 

 

Contrariamente alla narrazione moderata del portavoce Talebano, proprio oggi l'Alto Commissario dell’ Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha denunciato di aver ricevuto rapporti credibili su gravi violazioni nelle zone sotto il controllo dei talebani in Afghanistan, comprese "esecuzioni sommarie" e restrizioni dei diritti delle donne e reclutamento di bambini-soldato. E intanto la ritirata occidentale è quasi completata. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in audizione alle Commissioni riunite Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato, ha detto che "Dopo che gli americani avranno lasciato l’aeroporto di Kabul, la data ipotizzata per ora è a fine mese, non sarà comunque possibile, né per noi né per alcun Paese dell’Alleanza, mantenere una qualunque presenza". Nella stessa sede, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha snocciolato alcuni numeri sull'evacuazione italiana dal Paese: "Ad oggi, ma ovviamente i dati sono variabili di ora in ora, sono stati messi in sicurezza 3.741 afgani di cui, attraverso l’esecuzione di 44 voli, sono stati già trasferiti in Italia 2.659 afgani (di questi il 38% sono uomini, il 30% donne e il 32% bambini) mentre i restanti 1.082 persone sono attualmente in volo o dislocate presso la staging area italiana dell’aeroporto di Kabul in attesa di essere imbarcati sui primi voli disponibili".