Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Afghanistan, Joe Biden: "Ritirarci fra un mese sarebbe stato uguale. Era la decisione più logica"

  • a
  • a
  • a

Un'altra conferenza stampa dalla Casa Bianca a tema Afghanistan, per il 46esimo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, aspramente criticato per la repentina ritirata che ha causato l'immediata riconquista del paese da parte degli integralisti Talebani. Biden in questo momento sta fronteggiando una critica molto trasversale da parte dei cittadini e dei media, certificata anche da un recente sondaggio che ha evidenziato un crollo nel gradimento: troppo forti, infatti, news, immagini e video che vengono dalle città afghane, Kabul in primis, dove si è assistito ad esecuzioni sommarie, blitz di bande armate e ad un immediato peggioramento della condizione femminile nel Paese, oltre che ad una disperata e generalizzata fuga di moltissimi afghani terrorizzati dal nuovo regime. Dopo un passaggio iniziale dove ha espresso le proprie condoglianze per i morti nell'alluvione in Tennessee, il presidente è tornato ad esprimersi sulla condizione del Paese dell'Asia centrale: "La priorità è far uscire gli americani nel modo più veloce possibile. Abbiamo evacuato in tutto circa 33000 persone dal 14 agosto. In 24 ore sono partiti da Kabul 23 voli americani, con 3.900 passeggeri in totale".


 

"L'evacuazione sarebbe stata difficile e dolorosa anche se fossimo partiti un mese fa, o tra un mese - ha detto Biden riferendosi alle tante strazianti immagini che sono state trasmesse negli ultimi giorni - ma far uscire trentamila persone in una settimana è la testimonianza di un lavoro fantastico, anche diplomatico".  Il presidente americano ha poi aggiunto: "Voglio nuovamente ringraziare tutti i nostri partner" riferendosi anche ai voli commerciali che si sono aggregati al ponte aereo per ampliare la capacità di trasferimento. "Voglio dire di nuovo quanto questa missione sia difficile e pericolosa per le nostre truppe. I terroristi vogliono sfruttare questa situazione colpendo truppe americane e civili, ma noi manteniamo una continua vigilanza. L'Isis è un nemico giurato dei Talebani e potrebbe approfittarsi della situazione".

 

 

Alla domanda di un giornalista sul perchè gli Stati Uniti non stanno facendo di più per la popolazione afghana: "Ci sono già state diverse modifiche al piano, ma non posso scendere nei dettagli per questioni di sicurezza. Un numero sempre maggiore di Afghani usciranno dal Paese". Una giornalista ha poi chiesto se ci sia fiducia verso i negoziati in corso con i Talebani e sul crollo dei sondaggi: "Non ho visto quel sondaggio. Ho dovuto prendere una decisione fondamentale: ritirare l'America da una guerra ventennale, inutile ed estremamente dispendiosa, in cui sono morti molti soldati americani. Ho deciso di porre fine a un conflitto che aveva la sua ragione di essere perché da lì Bin Laden aveva deciso di attaccare gli Stati Uniti. Altrimenti non saremmo mai andati in Afghanistan. Ora il terrorismo ha sviluppato le proprie metastasi in tutto il mondo. Nei Talebani non ho alcuna fiducia, ma anche loro devono prendere una decisione - ha proseguito il presidente americano - unirsi e prendersi cura del popolo afghano, e allora avranno bisogno di aiuto esterno. Se non ce ne fossimo andati adesso, quando? Fra dieci anni? Non voglio mandare i vostri figli a lottare in Afghanistan, non è nel nostro interesse nazionale. La storia registrerà che questa era la decisione più logica da prendere":