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Afghanistan, la testimonianza di un pilota italiano: "Disperazione negli occhi dei bambini in fuga"

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E' una testimonianza straziante quella di un pilota italiano dell'Aeronautica militare impegnati in questi giorni in Afghanistan. Anche perché riguarda i bambini in fuga dal Paese, dopo la presa del potere da parte dei talebani, entrati a Kabul lo scorso 16 agosto. Occhi da cui traspare "paura e disperazione".

 

"Siamo sul KC767 Alfa del 14esimo stormo dell’aeronautica militare. A bordo abbiamo 100 passeggeri di origine afghana giunti in Kuwait attraverso un ponte aereo da Kabul, grazie ai velivoli della 46esima aerobrigata C130J, successivamente imbarcati sul 767 con destinazione Roma Fiumicino dove prevediamo di atterrare fra circa tre ore. A bordo del velivolo sono presenti molte famiglie, molte donne, molti bambini. Nei loro occhi abbiamo visto la disperazione di lasciare le proprie case e il loro Paese, ma sicuramente comprendono l’opportunità che gli viene fornita dall’Italia di trovare un futuro migliore e di trovare attraverso questo trasporto un nuovo inizio. Negli occhi dei bambini abbiamo visto le difficoltà maggiori, ci sono risultati i più spaesati", spiega il militare.

 

"Nel nostro piccolo abbiamo cercato, fornendo piccoli dolci, caramelle e giochi, di alleviare le loro sofferenze e abbiamo riconosciuto una felicità nel ricevere questi piccoli gesti. L’impiego che stiamo sostenendo dal 15 agosto, quando è iniziato il ponte aereo da Kabul all’Italia, è oneroso, per noi e per tutto il personale interessato. Ma questo ci dà la forza per andare avanti e per completare la missione che ci è stata assegnata. Sicuramente non lasceremo nessuno indietro, porteremo tutto il personale in Italia e daremo loro la speranza di un futuro migliore", conclude il pilota in rientro dal Kuwait.