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Afghanistan, Biden in conferenza stampa: "La nostra credibilità non è in discussione. Il Paese non sarà mai più base di terrorismo"

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Continua sulla linea già presa il presidente americano Joe Biden sulla questione afghana, in diretta dalla Casa Bianca. "Manterremo alta l'attività di controterrorismo con tutti quelli che hanno interesse alla stabilità della regione. L'Afghanistan non potrà mai più essere una base per il terrorismo. Per vent'anni abbiamo messo in campo uno sforzo congiunto con gli alleati in questo Paese, ed ora insieme ce ne andiamo. Ma non lasciamo a casa i collaboratori, che ringrazio, e le fasce più a rischio".  Sulla questione della caduta repentina dal Paese: "Ho preso una decisione, ho il consenso, e l'opinione generale era che la caduta del Paese non sarebbe avvenuta così rapidamente. Ma è una mia decisione". Immagini crude arrivano dall'Afghanistan: "Faremo il massimo per evacuare più persone possibile". Poi la domanda retorica: "Se avessimo deciso di rimanere, di mandare ancora più forze, vi sarebbe piaciuto? L'unica cosa razionale era preparare l'evacuazione. Non c'è modo in cui noi avremmo potuto lasciare l'Afghanistan senza che accadesse qualcosa di simile a quello che è accaduto. La posizione era scomoda". Ma poi ha garantito che c'è un accordo con i talebani, che lasceranno passare ai check point chi mostri un passaporto americano.

 

 

"Insieme possiamo coordinare un approccio futuro e unito, con i nostri partner. La settimana scorsa è stata molto triste, sento quel dolore umanamente - ha proseguito Biden - Ora la missione da completare in Afghanistan, difficile e pericolosa, è evacuare altri seimila fra afghani e americani. Ho parlato ai nostri comandanti sul campo, ci parlo tutti i giorni. Sono stato molto chiaro: faremo tutto il necessario per portare a termine questa missione. Gli alleati Nato sono con noi. Io mi assumo la responsabilità del dispiegamento delle forze. Ora non è il momento di criticare l'operazione: io e i miei collaboratori stiamo facendo il massimo per salvare le donne e i civili. Useremo tutte le risorse necessarie per portare a termine la missione, è il nostro focus. Poi, ultimeremo il ritiro americano e chiuderemo questa fase di vent'anni". 

 

 

Al giornalista che chiede se si può estendere l'impegno anche ad altre fasce della popolazione afghana, e come commenta le critiche: "Non ho mai sentito discussa la nostra credibilità con i nostri alleati. E' l'opposto, tutti hanno agito rapidamente e si sono impegnati. Qual è l'interesse americano in prospettiva nel Paese? Volevamo liberarci di Al Qaeda, e lo abbiamo fatto. Ora non ci sono più le ragioni per mantenere l'interesse nazionale in questo Paese. Abbiamo speso due trilioni di dollari, duecentotrenta milioni di dollari al giorno. Certo, la minaccia del terrorismo continua, ci sono pericoli, ma non più in Afghanistan. E' lì che dobbiamo andare, chirurgicamente, a combattere il terrorismo".  E poi aggiunge: "Lo stesso impegno profuso per gli americani, sarà messo in campo per tutti gli altri che hanno collaborato con noi. Incluse le organizzazioni non governative e le rappresentati delle donne. Stiamo anche studiando una pressione internazionale sui talebani: gli imporremo condizioni forti che dipenderanno dal modo in cui trattano uomini, donne e cittadini".