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Afghanistan, l'emergenza profughi coinvolge anche l'Italia: ma non si risolve con dichiarazioni spot

Christian Campigli
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Un'autentica emergenza umanitaria. L'ennesimo fallimento militare degli Stati Uniti, che hanno esportato, in venti anni di costose missioni militari, una democrazia così fragile da sciogliersi come la neve al sole. Il pericolo di un nuovo, terribile focolaio di terrorismo islamico e la necessità di mettere in sicurezza le migliaia di civili che non vogliono sottostare alla dittatura talebana.

 

 

La crisi afghana coinvolge anche il nostro paese e, dopo le parole del premier Mario Draghi (un discorso giudicato da alcuni analisti come freddo e tardivo), si infiammano le polemiche sul tema dell'accoglienza. Questo pomeriggio è giunto a Fiumicino il primo volo, che ha portato in Italia ottantacinque persone, ex collaboratori afghani e i loro famigliari. Il personale a bordo è stato imbarcato all’aeroporto di Kabul su un C130J dell’aeronautica militare, che era decollato dal Kuwait. Dopo uno scalo tecnico, l’aeroplano giungerà di nuovo in Kuwait, dove i passeggeri saranno trasferiti sul KC 767 per essere trasportati in Italia. "L’impegno è massimo da parte della Difesa per evacuare chi ha collaborato con l’Italia”, ha detto il ministro Lorenzo Guerini. Nella giornata di oggi altri due C130J decolleranno per imbarcare altre centocinquanta persone a Kabul, che saranno trasportate in Italia con un KC 767. Palazzo Baracchini ha messo in campo per l'operazione Aquila Omnia, pianificata e diretta dal Covi (comando operativo di vertice interforze), comandato dal generale Luciano Portolano, sette aerei, tre KC 767 che si alternano tra l'area di operazione e l'Italia e quattro C130J, questi ultimi dislocati in Kuwait, da cui parte il ponte aereo per Kabul.

 

 

Molte città, Firenze in primis, si sono dette pronte ad accogliere i profughi. Londra ha fatto sapere di essere disponibile a dare asilo ad almeno ventimila afghani. Un tema sul quale martedì 17 agosto si è innescata una feroce polemica tra il leader della Lega, Matteo Salvini e il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta. "Accogliere in Italia alcune decine di persone che hanno collaborato con la nostra ambasciata mi sembra doveroso - ha affermato il numero uno del Carroccio - ma che nessuno ci venga a parlare di accogliere decine di migliaia di afghani. In Italia abbiamo già accolto trentacinquemila clandestini, gli altri paesi europei facciano il loro". Pronta la replica dell'esponente dem. "Le dichiarazioni di Salvini che ho letto oggi sono totalmente inaccettabili, sull'idea di dire: gli afghani? Giusto quei dieci che hanno collaborato con gli italiani, poi non li vogliamo altri. Se questa fosse la linea, ma non sarà quella, le parole del presidente Draghi sono state diverse. Non mi è piaciuto il discorso che ha fatto Biden. Sono un grande estimatore del presidente americano, ma francamente le sue parole le ho trovate totalmente inadeguate rispetto alla gravità della situazione". Un tema che sicuramente infuocherà l'autunno, perché è chiaro che un'emergenza come quella afghana non si risolve in una notte. Né con dichiarazioni spot.