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Afghanistan, morti a Jalalabad: i Talebani sparano sulla folla. A Bamiyan distrutta statua leader anti-integralisti

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Prime contestazioni per i Talebani, nuovi 'padroni' dell’Afghanistan, e prime violenze indiscriminate in risposta. Alcuni media esteri riportano di accese proteste in almeno due città afghane, Jalalabad e Khost. Nella prima i Talebani hanno scelto di usare la forza, aprendo il fuoco contro i manifestanti - "centinaia", secondo il Nyt, scesi in strada con enormi bandiere afghane da contrapporre a quella dell'Emirato Islamico. Picchiati anche dimostranti e reporter. Jalalabad, capoluogo della provincia orientale di Nangarhar, è da tre giorni in mano ai miliziani del movimento del mullah Omar. Il bilancio è di almeno 3 morti e 12 feriti.

 

 

A Jalalabad le persone si erano radunate per innalzare la bandiera nazionale, alla vigilia del Giorno dell’Indipendenza che ricorda la fine del dominio britannico nel 1919. I manifestanti hanno così abbassato la bandiera talebana - bianca con un’iscrizione in arabo - che i militanti avevano innalzato in tutte le zone conquistate e hanno provato a resistere all'opposizione dei talebani che, alla fine, hanno aperto il fuoco. Anche a Khost, capoluogo dell’omonima provincia, tante persone sono scese in strada, scrive il Nyt, e il sito di notizie Khaama Press riferisce che anche qui la protesta è degenerata e i Talebani hanno aperto il fuoco "in modo indiscriminato".

 

 

Intanto, nella città afghana di Bamiyan - la stessa dove furono distrutte vent'anni fa le statue di Buddha, fiore all'occhiello dell'arte greca del Ghandhara - i talebani hanno fatto esplodere il monumento ad Abdul Ali Mazari, ex leader sciita anti-talebano, imprigionato e poi ucciso da negli anni Novanta del secolo scorso. "La statua è stata distrutta la notte scorsa. Hanno utilizzato un esplosivo", ha raccontato un testimone. La testa si è staccata, ma il corpo è rimasto in piedi. Abdul Ali Mazari è considerato un eroe della resistenza. A Bamiyan, ha detto l'uomo, "ci sono diversi gruppi talebani presenti, compresi alcuni noti per la loro brutalità".