Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Afghanistan, i Talebani 'aprono' alle donne: "Dovrebbero essere parte della struttura di governo"

  • a
  • a
  • a

Una versione più 'inclusiva' dei talebani, almeno apparentemente. I miliziani, forse per ingraziarsi le potenze occidentali, stanno facendo dichiarazioni molto distensive sia sulla sorte dei collaboratori dei precedenti governi che sulla condizione femminile nel Paese. "L’Emirato Islamico non vuole che le donne siano vittime. Dovrebbero fare parte della struttura del governo, secondo la legge della Sharia" ha detto Enamullah Samangani, membro della commissione culturale dei talebani, il quale ha anche annunciato "un’aministia" generale. I suoi sono i primi commenti sulla gestione concreta del Paese dopo che il gruppo estremista ha preso il controllo dell’Afghanistan.

 

 

"La struttura del governo non è del tutto chiara, ma in base all’esperienza, dovrebbe esserci una leadership completamente islamica e tutte le parti dovrebbero unirsi", ha aggiunto Samangani è rimasto sul vago su altri dettagli, sottintendendo, tuttavia, che un'applicazione intransigente della legge islamica sarà rispettata: "La nostra gente è musulmana e non siamo qui per costringerla a seguire l’Islam". Sotto il regime dei talebani, che hanno governato il Paese dal 1996 al 2001, vigeva infatti una dura interpretazione della sharìa, con le donne in gran parte confinate nelle loro case.

 

Molti afghani rimangono scettici sulle parole pronunciate dai nuovi padroni dell'Afghanistan. Il gruppo, annunciando l’amnistia e invitando le donne a unirsi alla struttura governativa, cerca sicuramente di calmare gli animi a Kabul e dare un'immagine moderata di sé, specialmente dopo le scene di caos alle quali si è assistito all’areoporto ieri.  Va detto che ad oggi non sono state segnalate particolari violenze nella capitale, ma molti residenti sono rimasti in casa e continuano ad avere paura, specialmente dopo che i talebani hanno liberato molti prigionieri. Ancora vivo è il ricordo, nei più anziani, del regime ultraconservatore: lapidazioni, amputazioni, esecuzioni pubbliche.