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Afghanistan: il governo di Kabul offre ai talebani la condivisione del potere

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Il governo di Kabul avrebbe proposto ai Talebani una condivisione di poteri, in cambio della cessazione immediata delle violenze che si sono intensificate in Afghanistan dopo il ritiro delle truppe americane, causando vittime civili e una grave crisi umanitaria. Lo hanno riferito fonti governative all’emittente 1Tv. I Talebani sostengono di avere il controllo dei due terzi del Paese. Un'avanzata inesorabile quella del fronte antigovernativo, propiziata in particolar modo dal ritiro delle truppe Usa e Nato dai territori. Migliaia gli sfollati diretti verso Kabul, mentre i ribelli sostengono di avere sotto il proprio controllo più del 60% del territorio nazionale e sono ogni giorno più vicini alla capitale. Fonti dell'intelligence americana avevano rivelato ieri che, se permangono queste circostanze, Kabul potrebbe cadere nell'arco di 30-90 giorni. 

 

 

 

 

Le milizie insorte hanno preso anche il controllo di Ghazni,  nel sud est afghano, assumendo il controllo dei più importanti edifici governativi, compreso l’ufficio del governatore e il quartier generale della polizia. La città, che conta circa 180mila abitanti, è situata sull’importante ’ring road’, la strada che collega i centri abitati più grandi del Paese. A causa della sua vicinanza a Kabul, negli ultimi anni i talebani hanno tentato più volte di assumerne il controllo. Con il collasso di Ghazni i talebani ora controllano 10 capoluoghi delle 34 province del Paese. Tutte queste conquiste sono avvenute nel giro di meno di una settimana.

 

 

 

Intanto, gli Usa ormai inamovibili sul ritiro delle truppe stanno tentando l’ultima carta: creare una mobilitazione internazionale che convinca i Talebani che non saranno mai riconosciuti, se prenderanno l’ Afghanistan con la violenza. È proprio questo l’obiettivo degli incontri  in corso a Doha, i più ampi da quando due anni fa è stato avviato il dialogo tra Stati Uniti e Talebani: vi prendono infatti parte rappresentanti di Russia, Cina, Unione Europea, Onu, Organizzazione della Conferenza Islamica e Paesi confinanti con l’ Afghanistan. La speranza è che, sia negli incontri con i Talebani che nella dichiarazione congiunta, venga presentato un fronte unito nel negare ogni contatto ad un eventuale governo talebano installato a Kabul. Il messaggio è già stato inviato da Russia, Cina, Iran ed altri Paesi della regione che recentemente hanno ricevuto delegazioni dei talebani.